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Il caso
18 Marzo 2026 - 10:00
L’aumento dei prezzi di benzina e diesel continua a pesare sulle famiglie italiane e sulle attività produttive. Dopo aver accantonato, almeno per ora, l’ipotesi delle accise mobili, il governo sta valutando nuove soluzioni per contrastare il caro carburanti.
Il tema dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri entro la fine del mese, anche se non mancano le critiche: secondo molti, gli interventi arrivano in ritardo, visto che la crisi in Medio Oriente, iniziata a fine febbraio, ha già innescato una forte crescita dei prezzi, aggravata anche da possibili fenomeni di speculazione.
Tra le principali ipotesi allo studio c’è un bonus carburante destinato alle famiglie con maggiori difficoltà economiche. In particolare, il contributo potrebbe essere riservato a chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro.
Non è ancora definita la modalità di erogazione, ma una possibilità è quella di utilizzare strumenti già sperimentati, come i buoni benzina caricati sulla carta “Dedicata a te”, già introdotta in passato.
Oltre ai cittadini, l’attenzione è rivolta anche alle imprese, soprattutto quelle più esposte all’aumento dei costi energetici. Tra le misure in valutazione:
un possibile credito d’imposta per gli autotrasportatori
nuovi aiuti alle aziende, da inserire nel decreto Bollette
forme di supporto per le imprese esportatrici, sul modello degli interventi adottati dopo i dazi statunitensi
Tra le opzioni discusse torna anche quella di una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. L’obiettivo sarebbe contrastare eventuali pratiche speculative nel settore.
L’ipotesi prevede interventi di tipo fiscale o normativo, soprattutto se venissero confermati comportamenti anomali da parte degli operatori.
Il dibattito resta acceso anche sul tema delle accise. Da un lato c’è chi continua a sostenere il meccanismo delle accise mobili, ritenuto utile per calmierare i prezzi. Dall’altro, alcuni membri del governo escludono questa strada.
Le associazioni dei consumatori, inoltre, criticano i bonus, giudicandoli misure temporanee che non risolvono il problema alla radice.
Resta divisiva anche la valutazione del precedente taglio delle accise. Secondo alcuni, questa misura ha avuto un costo molto elevato per lo Stato senza incidere davvero sull’inflazione.
Altri, invece, sostengono che la riduzione delle tasse sui carburanti abbia portato benefici concreti, con un calo immediato dei prezzi e un risparmio significativo per i consumatori.
Al momento, nessuna decisione definitiva è stata presa. Il nodo principale resta quello delle risorse disponibili, che limita la portata degli interventi.
Nel frattempo, il caro carburanti continua a incidere su famiglie, imprese e inflazione, rendendo urgente una risposta efficace e strutturale.
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