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Il caso
21 Marzo 2026 - 17:33
Dalle parole ai pugni in pochi istanti. È quanto accaduto in un’officina torinese, dove tre fratelli, tutti carrozzieri, hanno aggredito un uomo che lavorava per loro. Il giudice Paolo Gallo ha inflitto a ciascuno la pena di un anno e due mesi di carcere, confermando la responsabilità per lesioni aggravate nonostante il risarcimento già versato alla vittima. I fratelli, di 45, 43 e 38 anni, avevano scelto il rito abbreviato e sono stati difesi dall’avvocato Francesco Crimi. La vittima, assistita dall’avvocata Natascia Taormina, aveva sporto denuncia dopo l’aggressione e da tempo non lavora più presso l’officina di famiglia. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, «in due sono scesi da un’auto nera e hanno raggiunto la vittima. Il fratello minore ha dato la prima testata. Poi, con il fratello mezzano, ha continuato a colpire la vittima con calci e pugni, anche quando era già a terra dolorante». Il fratello maggiore, invece, avrebbe avuto un ruolo da regista, coordinando l’aggressione, come dimostrato da alcuni messaggi rinvenuti dagli investigatori. L’accusa aveva chiesto un anno e due mesi per il fratello minore e un anno e quattro mesi per gli altri due, che vantano un precedente penale del 2002. La difesa aveva invocato la presunta particolare tenuità del fatto, ma il giudice ha respinto la richiesta, confermando la gravità dell’episodio.
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