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il dialetto
17 Marzo 2026 - 20:20
In Piemonte i sentimenti si esprimono con misura. La figura paterna, nella cultura e nella lingua della regione, è legata a concetti di autorità, saggezza e lavoro duro — ma anche a un affetto profondo, comunicato con quella riservatezza sabauda che chi è cresciuto da queste parti conosce bene. In occasione della Festa del papà del 19 marzo, ecco alcuni proverbi, detti e frasi in piemontese dedicati ai padri.
«Un pare a l'é mej che sent magister.» Un padre vale più di cento maestri. Il papà come prima e più importante guida educativa: nessun insegnante può sostituirlo davvero.
«Pare e mare a l'han sempe rason.» Padre e madre hanno sempre ragione. Un invito al rispetto filiale, da intendersi con la saggezza di chi ha già vissuto quello che i figli devono ancora imparare.
«J'aso a j'aso, ij bo a ij bo.» Gli asini agli asini, i buoi ai buoi. Un modo ironico per dire che i figli somigliano ai padri — nel bene e nel male.
«Ch'a l'é stait brusà da l'eva cauda a l'ha paura fin-a dla freida.» Chi è stato bruciato dall'acqua calda ha paura anche di quella fredda. Il padre prudente che trasmette ai figli la lezione dell'esperienza vissuta.
«Mè pare a l'é la mia colòna.» Mio padre è la mia colonna. Il punto fermo, il riferimento solido su cui appoggiarsi nei momenti difficili.
«A l'ha le man a la piemontèisa: poche ciape e vàire travaj.» Ha le mani alla piemontese: poche chiacchiere e tanto lavoro. Il ritratto del padre piemontese per eccellenza: concreto, laborioso, che parla con i fatti più che con le parole.
E per finire, la frase più semplice e diretta di tutte:
«T'veuj bin, papà.» Ti voglio bene, papà. Perché anche in piemontese, quando si tratta di sentimenti veri, le parole più importanti sono sempre le più semplici.
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