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Il fatto
24 Marzo 2026 - 10:45
Nel panorama economico attuale, le famiglie italiane mostrano segnali contrastanti: da un lato una lieve ripresa della capacità di sostenere le spese, dall’altro persistono criticità strutturali che riguardano soprattutto abitazione e salute, accompagnate da un clima di incertezza per il futuro.
Secondo il “Termometro 2025 di Altroconsumo”, indagine condotta su un campione rappresentativo di circa 2.882 persone tra i 25 e i 79 anni, la capacità complessiva delle famiglie di far fronte alle principali voci di spesa si attesta a 49,3 punti su 100. Il dato conferma un miglioramento moderato già osservato nel 2024, dopo diversi anni caratterizzati da un andamento negativo.
Nonostante il lieve progresso, non si può parlare di una vera e propria inversione di tendenza. Una quota pari al 17% delle famiglie continua a vivere una situazione di forte difficoltà economica, con problemi diffusi in tutte le principali categorie di spesa. Inoltre, circa il 35% dichiara di non essere riuscito a risparmiare nel corso dell’anno.
Le aspettative per l’anno in corso non sono incoraggianti. L’indice relativo alle previsioni future scende a 47,5 punti, in calo rispetto alla valutazione precedente. Più della metà degli intervistati (52%) prevede un peggioramento della propria situazione economica, mentre solo una minoranza si aspetta miglioramenti.
Anche sul fronte del risparmio, il quadro appare complesso: il 69% degli italiani ritiene difficile accantonare denaro nel 2026, e per il 37% questa possibilità è considerata molto difficile o impossibile. A incidere sono diversi fattori, tra cui l’andamento dei prezzi e il possibile rallentamento economico globale, che rischiano di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto.
Le cosiddette spese obbligate — come quelle per casa, energia, alimentazione e trasporti — continuano a rappresentare una parte crescente del bilancio familiare, comprimendo le risorse disponibili per altre necessità e per il risparmio.
Secondo Altroconsumo, questo squilibrio contribuisce a mantenere elevato il livello di pressione economica sulle famiglie italiane, rendendo più difficile una gestione equilibrata delle finanze domestiche.
Tra le voci di spesa più problematiche emergono ancora abitazione e sanità. Il 47% delle famiglie segnala difficoltà nel sostenere i costi legati alla casa, mentre il 43% incontra ostacoli nelle spese sanitarie.
Seguono:
tempo libero e cultura (39%)
alimentazione e mobilità (35%)
istruzione (21%)
Tra chi ha sostenuto spese per l’istruzione, quasi la metà (44%) ha incontrato difficoltà nel farvi fronte.
Analizzando le singole voci, emergono alcune aree particolarmente critiche:
Automobile: difficoltà per il 52% degli intervistati
Viaggi e vacanze: 51%
Cure odontoiatriche: 47%
Visite mediche: 46%
Bollette domestiche: 41%
Spesa alimentare: fino al 40% per alcuni prodotti
Mutuo: difficoltà per il 47%
Affitto: difficoltà per il 43%
Questi dati evidenziano come i costi essenziali incidano in modo significativo sui bilanci familiari.
Rispetto agli anni precedenti, si osserva comunque una riduzione delle difficoltà in diverse aree. In particolare, risultano in miglioramento alcune spese legate alla salute, come le cure dentistiche e le visite mediche, così come alcune voci legate alla casa (bollette e mutui) e alla mobilità.
Questo miglioramento è in parte legato alla ripresa post-pandemia, che ha riportato alla normalità consumi precedentemente rinviati, ma che si è scontrata con inflazione e aumento dei costi energetici.
La capacità di spesa varia sensibilmente a livello geografico. Alcune regioni registrano valori superiori alla media nazionale, come Umbria, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Sicilia, mentre altre risultano più in difficoltà, tra cui Marche, Sardegna e Campania.
Nel confronto con altri Paesi europei, l’Italia si colloca in una posizione intermedia: migliore rispetto a Spagna e Portogallo, ma inferiore al Belgio. Tuttavia, rimane tra i Paesi con la più alta incidenza di famiglie in forte difficoltà economica, soprattutto per quanto riguarda casa e salute.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un Paese in cui la capacità di spesa mostra segnali di recupero, ma resta condizionata da incertezze economiche, aumento dei costi e fragilità strutturali. Le famiglie italiane, pur migliorando leggermente rispetto al passato, si trovano ancora a dover gestire un equilibrio complesso tra redditi, spese essenziali e possibilità di risparmio.
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