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IL FATTO

Carburante esaurito nei distributori italiani: cosa sta succedendo?

La corsa al risparmio svuota i distributori, solo il 60% degli impianti in regola con lo sconto accise

Carburante esaurito nei distributori italiani: cosa sta succedendo

In molti distributori sono comparsi cartelli con la scritta “benzina esaurita”. La causa? Il recente decreto del 23 marzo 2026 che ha tagliato le accise di 25 centesimi.

L'instabilità internazionale, con lo Stretto di Hormuz chiuso e il Brent a 109,55 dollari, ha spinto i prezzi alle stelle. Tuttavia, non tutti i gestori hanno adeguato i listini con la stessa velocità: solo il 60% degli impianti ha recepito subito lo sconto. Questa disomogeneità ha spinto gli automobilisti a dare l'assalto ai distributori più economici (come Eni e Conad), dove la verde è scesa a 1,640 euro contro una media di 1,711.

Il risultato è stato un picco di domanda che ha svuotato le cisterne dei marchi più convenienti in pochi giorni, richiamando scenari che non si vedevano dagli anni settanta. Le autorità confermano però che il carburante è disponibile e i rifornimenti tramite autocisterna sono già in corso. La situazione è destinata a normalizzarsi non appena le scorte locali verranno reintegrate.

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