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Il caso

Stalking, svolta per Roberta Bruzzone: chiesta l'archiviazione del caso

La vicenda, nata dalle tensioni professionali sul caso Valentina Pitzalis, arriva a una svolta: la criminologa denuncia una settimana di "orrore mediatico"

Stalking, svolta per Roberta Bruzzone: chiesta l'archiviazione del caso

La criminologa Roberta Bruzzone, indagata per stalking ai danni della pedagogista Elisabetta Sionis, ha annunciato durante un'intervista a 'Quarto Grado', la trasmissione di Rete 4 del 27 marzo, che il magistrato competente ha già sottoscritto la richiesta di archiviazione del caso. La notizia le è stata comunicata formalmente dal suo avvocato nella giornata di mercoledì.

La Procura di Cagliari aveva contestato a Bruzzone e altre tre persone di aver perseguitato Sionis attraverso messaggi privati e post pubblici su social media, inclusi contenuti offensivi con allusioni sessuali e fotomontaggi. Il procedimento è stato successivamente trasferito a Roma per questioni di competenza territoriale.

"Ho subito una settimana di orrore mediatico e fango con accuse gravissime che mi hanno portato insulti e minacce di morte" ha dichiarato Bruzzone. Ha sottolineato come la richiesta di archiviazione fosse già stata firmata mentre infuriava la tempesta mediatica intorno alla vicenda.

Bruzzone ha inoltre evidenziato di aver ricevuto una quantità significativa di commenti d'odio e minacce già segnalate alla Procura della Repubblica di Roma. Ha annunciato l'intenzione di procedere legalmente contro i media che hanno riportato la vicenda in modo incompleto.

Secondo quanto dichiarato da Bruzzone, sarà un giudice per le udienze preliminari a valutare complessivamente la questione. Tuttavia, l'archiviazione già firmata rappresenta per lei un elemento rassicurante. Ha affermato che questa sviluppo le fornisce "molta energia nel procedere" contro coloro che hanno partecipato, secondo la sua valutazione, a un "attacco mediatico spaventoso".

Il conflitto tra Bruzzone e Sionis affonda le radici in un incarico professionale condiviso. Entrambe erano state nominate periti di parte nel processo relativo a Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentato femminicidio nel 2011. Bruzzone assisteva la vittima, mentre Sionis rappresentava la suocera della vittima, che sostiene tuttora l'innocenza del figlio nonostante le evidenze dei fatti avvenuti quindici anni fa.

Il conflitto non è unidirezionale. Anche Bruzzone ha sporto denunce contro Sionis, tra cui una per calunnia. Nell'ambito della medesima inchiesta, Sionis è indagata per diffamazione aggravata in relazione a post pubblicati nel 2019.

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