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tre automobili a fuoco

Da Savona a Torino e ritorno per bruciare l'auto del socio: arrestato

Un torinese e il complice in manette per l'attentato incendiario dello scorso gennaio in Liguria

Da Savona a Torino e ritorno per bruciare l'auto del socio: arrestato

Da Savona a Torino e ritorno per bruciare l'auto del socio: arrestato

Voleva dei soldi per aver fatto da mediatore in un affare immobiliare. Un lavoro "in nero" per il quale non è stato trovato un accordo e così ha pensato di farsi giustizia da solo, ordinando di incendiare l'automobile del "socio". 

Un 55enne di Torino è stato arrestato, insieme a un complice emiliano di 57 anni ritenuto l'esecutore materiale, per l'incendio che nella notte dello scorso 16 gennaio ha distrutto tre automobili parcheggiate in piazza Brennero a Savona. Le fiamme erano state appiccate a una Nissan Juke e si erano poi propagate a una Peugeot 308 e a un Fiat Scudo prima dell'intervento dei vigili del fuoco. 

Da Savona a Torino e ritorno: il piano per sviare le indagini

Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile savonese, i due "incendiari" quella sera avevano cenato a Savona con il proprietario della Juke. Un pasto terminato evidentemente senza trovare un accordo per l'intermediazione nella vendita di un immobile a un torinese, amico del 55enne. A quel punto sarebbe scattata la vendetta: i due sarebbero tornati a Torino per prendere un'altra vettura, con la quale speravano di non essere riconosciuti. Poi, in piena notte, il dietrofront: i due sarebbero tornati in Liguria e avrebbero dato fuoco alle auto. A incastrarli ci sarebbero delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Secondo gli investigatori, il torinese sarebbe il mandante e l'amico invece l'esecutore materiale. Nella stanza d'albergo di Torino occupata da quest'ultimo, gli agenti hanno trovato e sequestrato gli indumenti e le scarpe utilizzati la sera del rogo, oltre a un marsupio contenente ancora tracce dell’accelerante impiegato per appiccare il fuoco.

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