Cerca

Info utili

Polizze catastrofali obbligatorie, da oggi scatta l’obbligo

Dal 31 marzo 2026 micro e piccole imprese devono adeguarsi: coperture, settori coinvolti e rischi per chi non si mette in regola

Polizze catastrofali obbligatorie, da oggi scatta l’obbligo

Dal 31 marzo 2026 entra in vigore una scadenza importante per molte imprese italiane: è infatti l’ultimo giorno utile per sottoscrivere la polizza contro i rischi catastrofali.

L’obbligo riguarda soprattutto le micro e piccole imprese di alcuni settori specifici, per cui era stata concessa una proroga tramite il decreto Milleproroghe 2026. Per tutte le altre aziende, invece, la normativa era già operativa da tempo.

Quali eventi copre l’assicurazione

La copertura, introdotta con la Legge di Bilancio 2024, è pensata per proteggere le imprese da eventi naturali gravi come:

  • terremoti

  • alluvioni e inondazioni

  • frane

  • esondazioni

Per le aziende ancora in tempo, questa rappresenta l’ultima occasione per mettersi in regola.

Chi deve adeguarsi entro la scadenza

L’obbligo interessa numerose attività, in particolare nei settori:

Ristorazione e intrattenimento

  • ristoranti, bar, pizzerie

  • gelaterie, pasticcerie

  • locali notturni, sale da ballo

  • stabilimenti balneari

Turismo e ospitalità

  • hotel e B&B

  • campeggi e villaggi turistici

  • agriturismi, ostelli, rifugi

Sono incluse tutte le realtà dove la somministrazione di cibo e bevande è parte dell’attività principale.

Chi è già fuori tempo

Per la maggior parte delle imprese italiane, l’obbligo non è nuovo: molte avrebbero già dovuto attivare la polizza nei mesi precedenti.

La scadenza del 31 marzo riguarda quindi solo categorie specifiche che hanno beneficiato del rinvio.

Quali imprese possono usufruire della proroga

La proroga si applica esclusivamente a:

  • microimprese: meno di 10 dipendenti e fatturato fino a 2 milioni di euro

  • piccole imprese: meno di 50 addetti e ricavi fino a 10 milioni di euro

Le aziende di dimensioni maggiori erano già obbligate ad adeguarsi in precedenza.

Cosa deve essere assicurato

La polizza riguarda le immobilizzazioni materiali, cioè:

  • edifici e terreni

  • impianti e macchinari

  • attrezzature industriali e commerciali

L’obbligo vale anche per beni non di proprietà, come quelli in leasing, affitto o usufrutto, salvo che siano già coperti dal proprietario.

Cosa resta escluso

Non rientrano nell’obbligo:

  • scorte di magazzino

  • veicoli registrati

  • immobili abusivi o irregolari

Queste esclusioni delimitano con precisione cosa deve essere effettivamente assicurato.

Requisiti minimi della polizza

La normativa stabilisce alcune condizioni fondamentali:

  • franchigia massima: 15% del danno

  • copertura minima: 70% del valore assicurato (fino a 30 milioni)

Il costo del premio varia in base a:

  • zona geografica

  • livello di rischio naturale

  • misure di prevenzione adottate

Cosa succede se non si stipula la polizza

Non sono previste multe immediate, ma le conseguenze possono essere rilevanti:

  • perdita di accesso a incentivi e contributi pubblici

  • esclusione da agevolazioni statali

  • nessun sostegno economico in caso di calamità

In pratica, l’impresa dovrà affrontare da sola eventuali danni.

Impatto su credito e responsabilità

Nel 2026 la presenza della polizza è diventata importante anche nei rapporti con:

  • banche e finanziarie (per ottenere credito)

  • gestione interna dell’impresa

La mancata copertura può essere vista come una cattiva gestione aziendale, con possibili responsabilità per gli amministratori.

Perché conviene assicurarsi

Oltre all’obbligo, la polizza rappresenta una vera forma di tutela.

La Legge 40/2025 prevede infatti che, in caso di calamità, le imprese assicurate possano ricevere un anticipo del 30% del danno stimato, senza attendere la liquidazione finale.

Adeguarsi alla normativa sulle polizze catastrofali non è solo un obbligo, ma anche una scelta strategica: protegge l’impresa, facilita l’accesso al credito e garantisce un supporto concreto in caso di emergenze.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.