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Il caso

Case Atc: calano le occupazioni ma ogni sgombero più avere un conto di 20mila euro

130 il numero di alloggi recuperati nello scorso anno, Porcedda: «Per ripristinare un alloggio si spendono tra i 10mila e i 20mila euro»

La polizia alle case Atc di via Sospello

La polizia alle case Atc di via Sospello

Arretrano le occupazioni e accelerano gli sgomberi. Il patrimonio dell'edilizia popolare a Torino, che consente ai nuclei familiari in difficoltà economiche di avere un'abitazione a canoni agevolati, rispetto al libero mercato degli affitti, è da anni soggetto a occupazioni abusive, cui spesso è necessario rispondere con lo sgombero coatto. Com'è accaduto, di recente, più volte alle case popolari di via Ghedini, Regio Parco, ma non solo.

Dopo il picco degli anni passati, la curva delle occupazioni nelle case popolari Atc ha però iniziato a scendere, lo confermano gli ultimi dati forniti dall'assessore alla Sicurezza di Palazzo civico Marco Porcedda a fronte di un'interpellanza: dalle 64 del 2023 alle 58 del 2024, fino alle 40 registrate nel 2025. Un calo che racconta di un sistema più rodato di un tempo, dove controlli, servizi sociali e forze dell'ordine si muovono in modo coordinato, anche grazie al tavolo permanente attivato in Prefettura.

Da una parte, così, diminuiscono gli ingressi abusivi, dall'altra, aumentano le uscite forzate: gli sgomberi passano dai 74 del 2023 agli 83 del 2024, fino ai 97 dello scorso anno. Per un totale di 254 appartamenti. Vanno poi considerati i 33 tentativi di occupazione sventati nel 2025 dalla polizia locale, che hanno portando a 130 il numero di alloggi recuperati nello scorso anno.

Numeri che raccontano una stretta, ma che aprono anche un altro fronte: quello dei costi. «Per ripristinare un alloggio si spendono tra i 10mila e i 20mila euro», ricorda Porcedda, sottolineando come ai danni materiali si sommino quelli indiretti, più complessi da quantificare. Da uno a due milioni di euro, quindi, solo per rimettere in sesto gli alloggi sgomberati in un anno.

"Agli uffici è stata data indicazione di dare priorità agli alloggi occupati abusivamente. Sessanta sono già stati messi in lavorazione", spiega Porcedda.

Ed è proprio qui che si inserisce l’attacco politico. «A Torino si restituiscono alla legalità fino a cinque volte più alloggi rispetto ad altri territori», rivendica il capogruppo del Pd Claudio Cerrato, autore dell'interpellanza, che però punta il dito contro Regione e Atc: «Manca un intervento rapido per il ripristino. Senza risorse, le case restano vuote invece di tornare alle famiglie».

Così, mentre la città sembra riuscire a contenere il fenomeno delle occupazioni abusive, resta aperta la partita più delicata: trasformare gli sgomberi in case davvero disponibili. Perché recuperare gli alloggi è solo metà del lavoro. L’altra metà è rimetterli in circolo.

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