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Il caso

«Non posso più tenere il mio cane». A Nichelino due richieste a settimana di cessione. Ora, la stretta

Provvedimenti per coloro che cercheranno di mascherare un abbandono utilizzando la scusa delle difficoltà

«Non posso più tenere il mio cane». A Nichelino due richieste a settimana di cessione. Ora, la stretta

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Nichelino. Due richieste di cessione del proprio cane ogni settimana. Non casi isolati, ma un flusso costante che racconta una tendenza in crescita: la rinuncia agli animali d’affezione. A segnalarlo è l’assessore alle Politiche animali Fiodor Verzola, che nel suo territorio registra un fenomeno sempre più frequente e, in molti casi, difficile da giustificare.

Le motivazioni addotte sono varie. C’è chi parla di un trasferimento all’estero, chi segnala problemi comportamentali del cane, chi si limita a chiedere aiuto senza fornire spiegazioni solide. «Da oggi non ho intenzione di accettare più tutto senza far nulla», chiarisce Verzola. «I casi palesemente legati a fenomeni di irresponsabilità verranno segnalati agli organi competenti. L’obiettivo è contrastare ogni forma di superficialità verso gli animali e smascherare i tentativi di abbandono mascherati da richiesta di aiuto». Le richieste arrivano attraverso diversi canali: telefono, social network, WhatsApp. E riguardano soprattutto cani di taglia media e grande. Tra le razze più coinvolte ci sono i terrier di tipo Bull, come pitbull e amstaff, ma anche border collie. Animali che richiedono competenze specifiche e attenzioni costanti, spesso sottovalutate da chi li sceglie senza una reale preparazione. Quando la convivenza diventa ingestibile, il risultato è quasi sempre lo stesso: il canile. Nel caso di Nichelino, è la struttura dell’Enpa di Chieri a farsi carico degli animali. Cani che passano, nel giro di poco, da una casa a una gabbia, con un cambiamento radicale della loro quotidianità.
Non mancano situazioni più gravi. «Ci sono persone a cui negli anni sono stati tolti anche una decina di cani», spiega l’assessore. Episodi che si collegano al fenomeno dell’animal hoarding, l’accumulo compulsivo di animali. E che aprono un altro interrogativo: perché queste persone continuano ad acquisirne altri?
«Perché in Italia è consentito», risponde Verzola, rilanciando una proposta già avanzata: il Daspo cinofilo. Un provvedimento che impedirebbe a chi si è reso responsabile in passato di maltrattamenti o abbandoni di prendere altri cani.
Cani che da un giorno all’altro passano dal divano di casa alla gabbia di un canile. Animali che si fidavano di chi aveva preso con loro un impegno preciso: prendersene cura. E allora torna quella parola che si usa spesso, forse troppo: amore. Si dice che il cane sia il migliore amico dell’uomo. Si ripete, si dà per scontato. Poi però la vita cambia, le difficoltà aumentano, i costi salgono. Ma resta una domanda, semplice: lasceresti davvero qualcuno che ami solo perché stai passando un periodo difficile?

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