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Il caso
02 Aprile 2026 - 18:20
Il panorama delle gite scolastiche per gli studenti delle scuole medie e superiori italiane presenta quest'anno zone d'ombra significative, con quasi la metà degli alunni, precisamente il 44%, che non prenderà parte al tradizionale viaggio con pernottamento fuori casa. Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici e stratificate: pesano la carenza di docenti disponibili ad accompagnare le classi, l'innalzamento dei costi logistici e le sanzioni disciplinari derivanti dal comportamento degli studenti. Ma emerge anche una componente di scelta personale legata alla volontà di evitare la convivenza forzata con il gruppo classe.
Secondo l'indagine condotta dall'Osservatorio Gite Scolastiche di Skuola.net su un campione di 1.500 ragazzi, la percentuale di chi effettivamente partirà si attesta al 66%. Di questi, circa un terzo affronterà il viaggio nel periodo primaverile, mentre il 22% ha già concluso l'esperienza nei mesi precedenti. Il dato sulle defezioni è però composto da diverse sfumature: se il 38% degli studenti è costretto a rinunciare contro la propria volontà per decisioni esterne, esiste un 6% di ragazzi che ha scelto deliberatamente di restare a casa. All'interno di quest'ultimo gruppo, colpisce il fatto che la maggioranza relativa, pari al 52%, si sia tirata indietro spontaneamente per non condividere l'esperienza con i compagni, mentre solo il 36% è stato vincolato da decisioni familiari di natura economica o pedagogica.
Per quanto riguarda le rotte geografiche, l'Italia mantiene il primato come destinazione principale, venendo scelta dal 60% degli studenti, sebbene si registri una leggera flessione rispetto al passato. Di contro, cresce l'attrattiva delle mete internazionali, che passano dal 35% dello scorso anno all'attuale 40%. All'interno dei confini nazionali, le città d'arte continuano a dominare le preferenze dei consigli di classe: Firenze 13% si posiziona in cima alla classifica, tallonata da Roma 12% e Napoli 11%. Completano il quadro delle mete italiane più frequentate città come Torino, Palermo e Bologna.
Spostando lo sguardo oltre confine, si nota un forte interesse per le capitali del Centro Europa di lingua tedesca. Vienna 9% conquista il primo posto tra le mete estere con il 9% delle preferenze, seguita da Berlino 8% che si attesta all'8%. La capitale tedesca è insidiata da vicino da Atene 8%, anch'essa all'8%, mentre rimangono molto popolari altre grandi città europee come Praga, Barcellona e Budapest. Il quadro complessivo restituisce l'immagine di un rito scolastico che, pur restando fondamentale nella vita degli studenti, deve fare i conti con nuove barriere economiche e un mutato clima relazionale all'interno delle aule.
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