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Il caso
02 Aprile 2026 - 15:47
Si ridisegna in parte il quadro giudiziario dell’omicidio di Fatmir Ara, l’imprenditore albanese residente a Mathi ucciso a colpi di fucile il 2 settembre 2022 nelle campagne di San Carlo Canavese.
La corte d’Assise d’Appello di Torino ha infatti modificato parzialmente la sentenza di primo grado, introducendo una novità rilevante: la condanna di Andrea Fagnoni, inizialmente assolto. Per lui è stata stabilita una pena di 6 anni, 2 mesi e 20 giorni, in quanto ritenuto coinvolto nel delitto per aver accompagnato in auto l’autore materiale dell’omicidio.
I giudici hanno riconosciuto a Fagnoni il vizio parziale di mente, al posto di quello totale valutato nel primo processo, insieme alle attenuanti generiche considerate prevalenti sulle aggravanti. A questo si aggiunge la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni.
Dopo circa tre ore di camera di consiglio, la Corte ha invece confermato gli altri punti centrali della sentenza: resta l’ergastolo per Davide Osella Ghena, individuato come esecutore dell’omicidio, così come è stata ribadita l’assoluzione della sorella Barbara, con la formula “per non aver commesso il fatto”. La donna era stata accusata di aver fornito il fucile utilizzato per il delitto, ma i giudici non hanno ritenuto provato il suo coinvolgimento.
Il nuovo verdetto si discosta quindi dalle richieste avanzate in primo grado dall’accusa, che aveva sollecitato 22 anni di condanna per Barbara e 13 anni per Fagnoni.
Sul piano civile, la Corte ha disposto anche provvisionali per il risarcimento danni di importo significativo, destinate ai familiari della vittima: genitori, moglie, sorella e alla tutela della figlia minorenne.
Resta inoltre invariata la posizione cautelare di Osella Ghena, che era stato scarcerato nell’ottobre scorso e posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Anche in Appello i giudici hanno ritenuto di non dover aggravare la misura, nonostante la richiesta della Procura generale.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, il movente dell’omicidio sarebbe legato a questioni economiche. Fatmir Ara stava lavorando alla ristrutturazione di un immobile ad Alba, di proprietà dello stesso Osella Ghena e della sua compagna, con l’obiettivo di trasformarlo in una struttura ricettiva. Un contesto in cui sarebbero maturati i contrasti poi sfociati nel delitto.
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