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Il fatto

Attacco hacker agli Uffizi: dati rubati e sale chiuse, scattano le misure di sicurezza

Colpito il sistema del museo: parte del Tesoro dei Granduchi trasferita in banca

Attacco hacker agli Uffizi: dati rubati e sale chiuse, scattano le misure di sicurezza

Un attacco informatico rimasto nascosto per mesi ha colpito le Gallerie degli Uffizi di Firenze, costringendo il museo ad adottare misure straordinarie di sicurezza e a limitare l’accesso ad alcune aree.

Secondo quanto emerso, l’intrusione nei sistemi sarebbe iniziata già nell’estate del 2025, sfruttando una vulnerabilità legata a un software non aggiornato. Da quel momento, gli hacker sarebbero riusciti a muoversi indisturbati nella rete interna, arrivando a sottrarre l’intero archivio digitale delle opere e documenti sensibili legati alla gestione del complesso museale.

Tra i dati trafugati non ci sarebbero solo immagini e catalogazioni delle opere, ma anche informazioni estremamente delicate sulla sicurezza, come password, planimetrie, posizionamento di telecamere e procedure operative. Un quadro che, se diffuso, potrebbe rappresentare un rischio concreto per la tutela del patrimonio.

Quando l’attacco è stato scoperto, i sistemi risultavano già compromessi. I responsabili del museo sarebbero stati contattati direttamente dagli autori del raid, con una richiesta di riscatto per evitare la diffusione dei dati sul dark web.

Nel frattempo, per ridurre i rischi, è stata disposta la chiusura di alcune sale di Palazzo Pitti e la sospensione delle visite al Tesoro dei Granduchi. Parte dei beni più preziosi è stata inoltre trasferita in un luogo ritenuto più sicuro, come il caveau della Banca d’Italia.

Le indagini sono in corso e vedono impegnate la procura, la polizia postale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, mentre ai dipendenti è stato richiesto il massimo riserbo sulla vicenda.

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