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03 Aprile 2026 - 10:36
Un attacco informatico rimasto nascosto per mesi ha colpito le Gallerie degli Uffizi di Firenze, costringendo il museo ad adottare misure straordinarie di sicurezza e a limitare l’accesso ad alcune aree.
Secondo quanto emerso, l’intrusione nei sistemi sarebbe iniziata già nell’estate del 2025, sfruttando una vulnerabilità legata a un software non aggiornato. Da quel momento, gli hacker sarebbero riusciti a muoversi indisturbati nella rete interna, arrivando a sottrarre l’intero archivio digitale delle opere e documenti sensibili legati alla gestione del complesso museale.
Tra i dati trafugati non ci sarebbero solo immagini e catalogazioni delle opere, ma anche informazioni estremamente delicate sulla sicurezza, come password, planimetrie, posizionamento di telecamere e procedure operative. Un quadro che, se diffuso, potrebbe rappresentare un rischio concreto per la tutela del patrimonio.
Quando l’attacco è stato scoperto, i sistemi risultavano già compromessi. I responsabili del museo sarebbero stati contattati direttamente dagli autori del raid, con una richiesta di riscatto per evitare la diffusione dei dati sul dark web.
Nel frattempo, per ridurre i rischi, è stata disposta la chiusura di alcune sale di Palazzo Pitti e la sospensione delle visite al Tesoro dei Granduchi. Parte dei beni più preziosi è stata inoltre trasferita in un luogo ritenuto più sicuro, come il caveau della Banca d’Italia.
Le indagini sono in corso e vedono impegnate la procura, la polizia postale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, mentre ai dipendenti è stato richiesto il massimo riserbo sulla vicenda.
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