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03 Aprile 2026 - 11:35
L’Asti Docg è stato incoronato Vino piemontese dell’Anno 2026 dalla Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Paolo Bongioanni. Il prestigioso riconoscimento, che l’anno scorso aveva premiato l’Alta Langa Docg, celebra il vino come ambasciatore dell’eccellenza enogastronomica piemontese nel mondo.
«Con una produzione annua di 100 milioni di bottiglie, di cui il 90% destinato all’export, l’Asti Docg è il vino piemontese più diffuso a livello globale», ha sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio. «Le sue qualità, i metodi di produzione e il legame con il territorio lo rendono un motore strategico per l’economia e il turismo della nostra regione».
L’assessore Bongioanni ha aggiunto: «Il Piemonte punta a valorizzare le sue produzioni di qualità certificata, che rappresentano il 20% dell’agroalimentare italiano, ma che ancora non godono di un’immagine all’altezza delle loro potenzialità. L’Asti Docg può diventare un vero volano per nuovi mercati, consumi e turismo».
L’Asti Docg sarà presentato ufficialmente lunedì 13 aprile alle 15.45 nell’Auditorium dello Spazio Piemonte durante il Vinitaly 2026. Sempre lunedì, alle 18, nella lounge dello stand, debutta il nuovo cocktail Asti-Vermouth, creato in collaborazione con il Consorzio di Tutela e la Direzione agricoltura della Regione. Il nome del cocktail sarà scelto tramite un contest Instagram sulla pagina @piemonteis_eccellenzapiemonte, e svelato dopo il Vinitaly.
L’Asti è uno dei vini storici del Piemonte: insignito della Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1967 e della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) nel 1993, nasce dal vitigno Moscato Bianco coltivato in 51 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo. La produzione si articola in due tipologie: Asti Spumante e Moscato d’Asti, entrambe riconoscibili per il profumo fragrante e floreale, la spuma fine e persistente, e la limpidezza brillante.
Il processo produttivo prevede la conservazione del succo d’uva a zero gradi fino alla spumantizzazione, che può seguire il metodo Martinotti o il metodo classico. Il Moscato d’Asti, invece, ha una fermentazione più breve, con una gradazione alcolica di circa 5% e una leggera frizzantezza.
L’Asti Docg si estende su quasi 10.000 ettari vitati e nel 2024 ha prodotto circa 100 milioni di bottiglie (60 milioni di Asti e 40 milioni di Moscato d’Asti). Le aziende associate al Consorzio sono 1.013, tra case spumantiere, cantine cooperative e aziende vitivinicole, con l’export che rappresenta circa il 90% delle vendite.
Con questo riconoscimento, l’Asti Docg conferma il suo ruolo di fiore all’occhiello del Piemonte, ambasciatore di un territorio che unisce tradizione, qualità e innovazione.
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