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Il caso

Femminicidio Pamela Genini: l’autopsia svela nuove tracce biologiche, caccia al DNA per identificare i responsabili

Dagli esami su corpo e bara emergono elementi chiave. Gli investigatori puntano sui profili genetici per fare luce sulla profanazione

Femminicidio Pamela Genini: l’autopsia svela nuove tracce biologiche, caccia al DNA per identificare i responsabili

Proseguono senza sosta le indagini sulla vicenda di Pamela Genini, la giovane di 29 anni uccisa a Milano e al centro, nei giorni scorsi, di un nuovo e inquietante episodio. Durante l’esame autoptico effettuato l’8 aprile, gli specialisti hanno individuato e repertato diverse tracce biologiche sul corpo e sulla bara, elementi che ora saranno analizzati per risalire a eventuali responsabili.

Gli accertamenti, svolti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, hanno impegnato i medici legali per diverse ore. Il materiale raccolto sarà esaminato dai laboratori specializzati, con l’obiettivo di isolare il DNA e verificare la presenza di profili sconosciuti. I risultati sono attesi entro tre mesi e potrebbero rappresentare una svolta decisiva.

La Procura di Bergamo ha avviato un’inchiesta per vilipendio e sottrazione di cadavere, coordinando un’indagine che si muove su più fronti. Tra le attività in corso, anche l’analisi delle immagini di videosorveglianza del cimitero di Strozza e delle aree circostanti, nella speranza di individuare elementi utili.

Intanto emergono nuove dichiarazioni da parte delle persone vicine alla vittima. La madre della giovane ha parlato pubblicamente di un ex fidanzato, descrivendolo come ossessionato dalla figlia. Di diversa versione l’uomo che ha, invece, riferito agli investigatori di presunti ambienti legati a un giro di affari sospetti, nei quali Pamela sarebbe rimasta coinvolta senza esserne consapevole.

La vicenda si inserisce nel tragico omicidio avvenuto il 14 ottobre 2025 nell’abitazione della donna, nel quartiere Gorla di Milano. A colpirla fu l’ex compagno, che non accettava la fine della relazione. L’uomo riuscì a entrare in casa con una copia delle chiavi e aggredì la vittima con numerosi fendenti. Fermato poco dopo, è oggi detenuto con l’accusa di omicidio aggravato.

A mesi di distanza, la profanazione della tomba aggiunge nuovi interrogativi a una storia già drammatica. Gli investigatori puntano ora sugli esiti delle analisi scientifiche per chiarire responsabilità e movente di un gesto che ha scosso profondamente la comunità.

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