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Antitrust accende i riflettori su Vorwerk, l'azienda di Folletto e Bimby: sotto indagine la disattivazione dei servizi smart dei robot Neato

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ipotizza una pratica commerciale scorretta da parte di Vorwerk Italia. I dispositivi avrebbero perso funzionalità essenziali dopo l’interruzione dei servizi digitali

Antitrust accende i riflettori su Vorwerk, l'azienda di Folletto e Bimby: sotto indagine la disattivazione dei servizi smart dei robot Neato

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto un’istruttoria nei confronti di Vorwerk, con particolare riferimento a Vorwerk Italia e alla sua divisione gestionale, per una possibile pratica commerciale scorretta legata alla gestione di alcuni dispositivi per la pulizia domestica.

Al centro del procedimento c’è la sospetta interruzione dei servizi digitali associati al robot aspirapolvere Neato, che secondo le segnalazioni dei consumatori avrebbe perso nel tempo funzionalità considerate essenziali. L’Antitrust ha raccolto diverse denunce nel periodo compreso tra novembre 2025 e aprile 2026, che hanno fatto scattare gli accertamenti.

Secondo l’Autorità, la disattivazione dei sistemi software avrebbe avuto l’effetto di compromettere in modo significativo l’utilizzo del prodotto, trasformando un apparecchio ancora funzionante in un dispositivo di fatto non più pienamente operativo. Una circostanza che, se confermata, potrebbe configurare una condotta scorretta ai sensi degli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del consumo.

Il punto critico riguarda il valore stesso del prodotto: la rimozione o l’interruzione dei servizi smart avrebbe alterato in modo sostanziale caratteristiche, funzionalità e percezione del bene da parte dei consumatori, limitandone l’utilizzo quotidiano.

Nelle ultime ore, i funzionari dell’Autorità, con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni presso le sedi italiane delle società coinvolte, per acquisire documentazione utile all’indagine.

L’istruttoria è ancora in corso e servirà a verificare se la gestione dei servizi digitali del dispositivo possa aver generato un danno economico e funzionale per gli utenti, oltre a possibili profili di scorrettezza nelle informazioni fornite ai consumatori al momento dell’acquisto.

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