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28 Aprile 2026 - 15:30
Nella notte tra il 27 e il 28 aprile, il deposito Gtt di via Orti a Chivasso è stato teatro di un pesante raid che ha messo fuori uso sette autobus destinati al trasporto extraurbano. Non un atto di vandalismo fine a se stesso, ma un furto mirato di componenti meccaniche essenziali che ha paralizzato una parte del servizio pubblico proprio nelle ore di punta del mattino.
I malviventi si sono introdotti nell'area di sosta notturna prelevando centraline, batterie e parti degli impianti elettronici. La precisione con cui i mezzi sono stati privati dei pezzi suggerisce l'intervento di soggetti con competenze tecniche specifiche, capaci di muoversi con destrezza tra i veicoli. Le forze dell’ordine, intervenute sul posto per i rilievi, stanno ora analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica dell'accesso e identificare i responsabili.
Le conseguenze si sono abbattute immediatamente sugli utenti. Il blocco simultaneo di sette veicoli ha costretto Gtt a una rimodulazione d’urgenza delle corse, con soppressioni e ritardi che hanno colpito pesantemente le linee utilizzate da centinaia di studenti e lavoratori diretti verso Torino e i comuni limitrofi. L'azienda ha attivato le procedure di emergenza per limitare i disservizi, ma il ripristino completo della flotta richiederà tempo a causa della necessità di reperire i pezzi di ricambio e collaudare nuovamente i sistemi di sicurezza dei bus.
L’episodio riaccende il dibattito sulla vulnerabilità dei depositi periferici. Quello di Chivasso è un nodo nevralgico per l'area torinese e il furto di componenti meccaniche, alimentato da un fiorente mercato nero, rappresenta un danno economico per l'azienda e un attacco diretto alla continuità del servizio pubblico. Le indagini dovranno ora chiarire se il colpo sia riconducibile a una banda organizzata specializzata in ricambi industriali, già protagonista di colpi simili in altre aree della provincia.
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