Cerca

Politica & Finanze

Iran e bollette: il Decreto Aiuti del governo Meloni. Ecco cosa prevede (e quanto costò a Draghi)

Nello Scudo anti inflazione bonus carburanti, sostegni alle imprese, ipotesi accise. Atteso Consiglio europeo 18-19

Scudo anti-inflazione, il governo Meloni accelera: bonus mirati, imprese del Golfo e il nodo accise

Quando lo spettro dell’inflazione torna a bussare, conviene guardare allo spioncino e decidere in fretta chi fa entrare: sostegni mirati o sussidi generalizzati? L’Italia lo ha già imparato nel 2022, quando il governo guidato da Mario Draghi rispose all’ondata di rincari innescata dalla guerra in Ucraina con una batteria di decreti aiuti. Oggi, con una nuova crisi in Medio Oriente e l’energia di nuovo in salita, l’esecutivo di Giorgia Meloni rimette mano allo scudo anti-inflazione per proteggere il potere d’acquisto di famiglie e imprese.

Un CdM per il primo passo
Il primo intervento potrebbe arrivare già nel prossimo Consiglio dei ministri, con un pacchetto iniziale rivolto alle aziende italiane più esposte nei Paesi del Golfo. Una mossa-ponte verso un Decreto Aiuti più ampio, atteso entro la fine del mese, che combinerebbe bonus mirati, sgravi fiscali e misure per calmierare i costi dell’energia. Domanda chiave: meglio poche leve ben tarate o un’ampia manovra di sollievo? La cornice, stavolta, punta con decisione sulla selettività.

Famiglie e redditi bassi: il bonus carburanti
Tra le ipotesi sul tavolo spicca un bonus carburanti per i nuclei con Isee fino a 15mila euro. L’idea è compensare i rincari alla pompa senza ricorrere a un taglio generalizzato delle accise. È un cambio di paradigma rispetto al 2022 e non solo per prudenza contabile: la lezione di allora è che gli sconti a pioggia rischiano di costare molto e incidere poco sui prezzi finali.

Urso: "Compensazione ai ceti meno abbienti"
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sintetizzato così la traiettoria del governo: «Stiamo lavorando con gli altri ministeri a un pacchetto di interventi che dia innanzitutto una compensazione ai ceti meno abbienti e che sostenga l’autotrasporto e le imprese manifatturiere colpite dall’aumento dei costi energetici». Un’agenda che prova a tenere insieme giustizia sociale e competitività industriale, evitando dispersioni.

Esportatori e Paesi del Golfo: il rischio sulle rotte
Nel mirino anche le aziende esportatrici attive nell’area del Golfo, oggi esposte al doppio shock di energia più cara e tensioni sulle rotte commerciali. Per loro, a quanto filtra, il governo prepara misure specifiche già nel prossimo Cdm: rafforzare gli strumenti di sostegno agli investimenti e alla presenza industriale italiana nei Paesi partner della regione, considerati strategici anche per gli afflussi di capitali verso l’Italia. In parallelo, sono allo studio un credito d’imposta per l’autotrasporto e interventi sui costi dell’energia per le imprese più energivore. È una cintura di sicurezza costruita attorno alle filiere più vulnerabili, perché un singolo anello che salta può inceppare l’intera catena.

Il dilemma delle accise: memoria del 2022 e nuove ipotesi
Più incerta la strada di un nuovo taglio delle accise sui carburanti. Il precedente del 2022 pesa come un macigno: secondo il governo quella misura costò circa 1 miliardo al mese e non riuscì a fermare l’inflazione. Eppure il dossier non è chiuso. Il vicepremier Antonio Tajani ha aperto alla possibilità di una revisione, ipotizzando un meccanismo di compensazione con l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Una soluzione ponte che potrebbe alleggerire temporaneamente il costo alla pompa senza gonfiare il deficit. Funzionerà? Dipende da quanto e quanto a lungo correranno i prezzi.

La coperta delle risorse è corta
Il nodo delle coperture resta centrale. Nei ministeri si valutano più piste, incluso l’utilizzo di fondi già stanziati ma finora non impiegati, come una parte delle risorse destinate al piano Transizione 4.0. Un’ipotesi che divide l’esecutivo: spostare risorse dalla trasformazione tecnologica al tampone anti-rincari può dare ossigeno nell’immediato, ma rischia di indebolire gli investimenti necessari alla crescita futura. È la solita coperta: tirarla da una parte scopre l’altra.

Mercato ed Europa: lo snodo del 18-19
Molto dipenderà dall’evoluzione dei mercati energetici e dal quadro comune europeo. Il prossimo Consiglio europeo, in calendario giovedì 18 e venerdì 19, potrebbe tracciare una linea condivisa per contenere l’impatto dei rincari. Per l’Italia, agganciare una strategia Ue significherebbe moltiplicare l’efficacia degli interventi nazionali e ridurre il rischio di misure disallineate. Perché difendere il potere d’acquisto è una maratona, non uno sprint: servono gambe robuste (le risorse), un passo costante (la selettività) e una squadra che corre insieme (l’Europa).

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.