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Biella, la capitale del tessile dalle forti origini medioevali

CastelloBiella
Anticamente nota con il nome di Bugella (così compare in un testo di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, il quale ne faceva dono al conte Bosone del Vallese), Biella ha un ricco passato medievale, del quale restano tracce nel bel battistero e nell’impostazione del centro storico, il Piazzo, cuore della città vecchia, un tempo circondato da imponenti mura delle quali quella tuttora meglio conservata è la Porta d’Andorno. I signori Ferrero della Marmora contribuirono a rendere il Piazzo un luogo ben difeso, andandovi a risiedere nel palazzo che porta il loro nome e che oggi è in parte dimora privata e in parte museo, aperto al pubblico.

Il vecchio castello vescovile di Biella, risalente all’epoca del suo vassallaggio ai potenti vescovi di Vercelli, andò distrutto nel 1377: a seguito di questa data, la città fu annessa ai domini dei Savoia, seguendo le sorti della contea e del ducato sabaudo, quindi del regno di Sardegna. Il Piazzo, centro della storia biellese, è collegato alla restante parte della città da una funicolare: è nella parte bassa che si è sviluppata la storia recente, a partire dall’Ottocento. Biella, infatti, conobbe nel XIX secolo un imponente sviluppo industriale specialmente nel settore tessile, diventando uno dei motori d’Italia.

I lanifici del Biellese erano già presenti da alcuni secoli, ma la loro modernizzazione fu opera di alcune famiglie di imprenditori che seppero creare dei veri imperi commerciali, grazie all’introduzione dei nuovi telai meccanici. Il momento d’oro fu quello a cavallo tra XIX e XX secolo, quando Biella aveva ben 15mila addetti al settore tessile (a fronte di una popolazione totale che, allora, si aggirava attorno alle 25-30 mila persone); la ricchezza della città è oggi testimoniata dalla presenza di tante ville e palazzi storici risalenti agli anni della belle Epoque, raffinate testimonianze di un passato agiato.

Poco oltre la città, nel territorio comunale ma su un poggio ad oltre 1100 metri di quota, sorge l’imponente santuario di Oropa, uno dei più grandi complessi religiosi italiani. Protettrice della città di Biella, la Vergine è qui onorata dal IV secolo, dall’epoca cioè di Sant’Eusebio, l’evangelizzatore del Piemonte settentrionale. Secondo la tradizione, proprio il santo vescovo di Vercelli avrebbe fondato il santuario di Oropa; di certo, nell’VIII secolo qui c’erano già delle chiese e nel XV secolo già affluivano i pellegrini. I Savoia celebrarono Oropa finanziando la costruzione di un santuario imponente, al quale lavorarono artisti del calibro di Guarino Guarini e Filippo Juvarra.

Nel 1620 la Madonna Nera di Oropa fu incoronata solennemente, dando inizio ad una cerimonia che si ripete ogni cento anni esatti. Alla Vergine è legato anche il noto pan d’Oropa, specialità tipica di Biella, inventato nel 1935 per i soldati che partivano per l’Etiopia e oggi preparato nei principali forni della città.
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