C’è di più rispetto alle sanzioni. E lo fa capire l’Europa votando quasi all’unanimità il blocco degli acquisti di carbone dalla Russia. Il primo di altri due attacchi di natura economica: lo stop agli approvvigionamenti del petrolio e infine del gas. Una guerra a tappe per sfiancare Putin e indurlo prima ad un cessate il fuoco e poi alle trattative di pace. Un percorso che si annuncia complesso e soprattutto non breve poiché saranno i blocchi agli approvvigionamenti per il valore di miliardi di euro al mese, a scandire l’agenda di una guerra parallela a quella delle bombe e degli orrori. Ma intanto Putin prenderà un’altra batosta se l’Unione Europea saprà rompere davvero un tabù importante in un settore delicatissimo come quello dell’energia mentre le diplomazie dei paesi membri trattano per convincere anche i più dubbiosi. O almeno quelli più legati all’importazione delle materie prime da Mosca. Siamo comunque nel quinto pacchetto di sanzioni mentre si sta consumando il 43esimo giorno di guerra che recita la solita triste litania di atrocità. I bombardamenti non si fermano soprattutto nella parte orientale dell’Ucraina e dalle città liberate arrivano nuove denunce di orrori commessi dall’esercito russo e dai miliziani arruolati dallo zar, compresa la brigata Wagner, di nuovo segnalata sulle zone di guerra. L’Onu dal canto suo riferisce che sono oltre 1.600 le vittime civili fino ad ora censite e tra queste 130 bambini. Ma è chiaro che questa tragica conta è tutt’altro che esaurita se si considera che a Hostomel sono almeno 400 i civili che mancano all’appello dopo la ritirata dei russi che hanno quasi completamente raso al suolo Mariupol, e adesso puntano su Odessa già bombardata dal mare. Un quadro fosco dove si raccolgono, ora dopo ora, le testimonianze della violenza dei soldati, come quelle 25 ragazze che hanno raccontato gli stupri subiti, e gli anziani costretti a consegnare oro e risparmi, prima di essere legati e imbavagliati. Ma almeno ancora vivi e capaci di testimoniare l’aggressione e i furti. Su tutto grava l’ombra di nuovi possibili scenari con addirittura attacchi chimici su larga scala. Lo ammette l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sta preparando un piano per fronteggiare le conseguenze di quello che gli 007 definiscono «più che una possibilità». Intanto, i russi sembrano preparare un attacco verticale in Donbass, diventato il vero obiettivo a breve termine di questa guerra, mentre Zelensky ammonisce: l’ultima tappa sarà Kiev.
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