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I bagni pubblici sono chiusi. I palazzi diventano gabinetti

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Chiusi da anni e ormai inutilizzabili, addirittura murati con delle lamiere per evitare che qualcuno riesca a intrufolarsi di nascosto. Magari per drogarsi. Il blocco dei servizi igienici collocati davanti al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco, in via Gottardo, si è trasformato in un vero e proprio caso. A sollevare il problema è il comitato dei cittadini e commercianti della Barriera di Milano che da giorni ne chiede la riapertura.


Il motivo è molto semplice: da quando i wc della piazzetta sono diventati off limits, i parcheggiatori abusivi e tutte le persone che ogni giorno bivaccano sulle panchine hanno cominciato ad utilizzare gli androni dei palazzi della zona come vespasiano. Come già accaduto non molto tempo fa ai civici 42 e 46 di via Gottardo. In particolare nella zona garage, probabilmente meno frequentata in alcune ore del giorno e per questo finita nel mirino di chi necessità di un bagno e non ha nessuna intenzione di entrare in un bar. «Abbiamo trovato escrementi per terra - si sfoga Enzo Robella, presidente del comitato -. E crediamo che ora si sia raggiunto il livello più basso. Le persone urinano per strada, dove capita. Magari dietro le auto in sosta. Noi crediamo sia opportuno intervenire».

La mancanza di un bagno gratuito ha portato una fascia della popolazione a trasformare zone franche, o vicoli bui, al pari di una latrina. Con i cattivi odori vero flagello per i passanti, costretti a reprimere la nausea con un fazzoletto di stoffa davanti al naso. «È
vero, quei bagni davanti al San Giovanni Bosco venivano usati in modo improprio - continua Robella -. Dentro trovavamo qualunque cosa, anche le siringhe. Secondo noi bisognerebbe introdurne un wc chimico a pagamento, anche solo al costo di 20 centesimi. O comunque un'alternativa per tutte quelle persone che si recano all'ospedale».

 
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