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35 anni fa chiudeva l’ex zoo: addio alla giungla in riva al Po

zoo corso casale

Trentacinque anni fa, di questi tempi, chiudeva per sempre lo zoo del parco Michelotti di corso Casale. Dove un tempo ippopotami, giraffe e scimmie erano l’attrazione principale, oggi resta solo più il ricordo. Quelle gabbie vuote e quei progetti di riqualificazione che stanno cominciando a prendere piede dopo che le “case” degli animali erano diventate, per diversi anni, crocevia di disperati e sbandati. Ma come si è arrivati alla sua chiusura? Per capirlo bisogna fare un salto almeno al 1985, quando duemila firme di cittadini arrivano sulla scrivania del sindaco. Insieme a una richiesta di revoca del contratto da parte dell’Associazione radicale ecologista. L’argomento è così importante che se ne discute in un convegno al circolo della Stampa. Vi partecipano il professor Luigi Firpo, Allegra Agnelli, attuale presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, il professor Franco Monti, docente della clinica veterinaria, e il filosofo e professore Gianni Vattimo.

Il finale, però, lo conosciamo. La Città, dopo le proteste degli ecologisti e dopo un’esperienza cominciata nel 1955, proroga la situazione con la ditta Molinar, che curava lo zoo, solo fino al marzo del 1987. Gli animali - tigri, rinoceronti, elefanti - vengono trasferiti in altri parchi. Italiani e non. Svuotati anche l’acquario e il rettilario. Per trent’anni, poi, la situazione è rimasta in stand by. L’ex zoo è diventato un luogo fantasma, fino a quando i senzatetto hanno cominciato a prendere di mira le vecchie gabbie. Usandole come rifugio per la notte. L’ipotesi di un interessamento di Zoom (che già gestisce un bioparco a Cumiana) è caduto nel vuoto. Sotto la giunta Appendino il Comune di Torino ha stanziato i fondi per la completa riqualificazione della vecchia casa degli animali. I lavori prevedono la rimozione dei ruderi, e l’installazione di alberi, panchine, tavoli e uno spazio per il parcheggio delle biciclette. Il progetto prevede l’apertura di un nuovo ingresso, a metà tra i due esistenti.

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