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Sfigurata dall’asfalto che cade a pezzi: «Le nostre strade sono piene di buche»

doriana tadone
Stava camminando in strada, a pochi passi da casa. Una passeggiata per sgranchirsi le gambe, insieme al suo cagnolino. Mai Doriana Tadone, 62 anni, avrebbe pensato di rimediare dei lividi in faccia, al gomito e al ginocchio destro per colpa dell’asfalto colabrodo del controviale di corso Francia. Un punto di Torino, come ce ne sono moltissimi altri, che purtroppo presenta buche e asfalto sconnesso e ha già causato altri incidenti.

Doriana racconta così la sua disavventura: «Stavo ritornando a casa con il mio cane: attraversavo corso Francia all’altezza della Banca d'Alba, nel controviale e sulle strisce pedonali, e sono caduta rovinosamente a terra battendo la fronte, il gomito e il ginocchio destro. Per mia fortuna - prosegue la signora - non ho dovuto ricorrere alle cure ospedaliere e me la sono cavata con ematomi vari. Al momento però ho tutti e due gli occhi neri». Non proprio il massimo della passeggiata, quindi, ma alla donna poteva anche andare peggio. Doriana, dopo il grande spavento, prova a sdrammatizzare: «Con questi occhi adesso sembro un panda. Se sono caduta in una buca? Non ho un ricordo preciso. In quel punto ci sono anche due tombini non a livello stradale. Oltre al dolore, mi sono spaventata a morte». Nel mirino, ancora una volta, finiscono le strade colabrodo di Torino. Che continuano a provocare incidenti, a volte purtroppo anche fatali ai passanti. Per questo Doriana, da tempo, segnala le condizioni pessime dell’asfalto del capoluogo, nell’area in cui abita.

«Ho mandato diverse segnalazioni all'Urp comunale - spiega la donna - dal quale non mi hanno mai risposto. Non capisco perché, è una cosa che succede da pochi mesi. Quando c’era la precedente amministrazione, rispondevano sempre». Poi Doriana spiega la difficoltà di camminare in strade trappola: «Il rione in cui vivo, ai confini tra Parella, Pozzo Strada e Aeronautica, è un colabrodo: buche evidenti mai riempite, tombini non a livello stradale, scarsa segnaletica verticale e quella rimasta è sbiadita». Dopo la rovinosa caduta, Doriana non è rimasta chiusa in casa ma è uscita di nuovo, come fa tutti i giorni. E indica i punti incriminati del controviale killer di corso Francia: «Guardate queste strisce pedonali. Qui camminare è pericoloso».

La disavventura della 62enne riapre la grana delle manutenzioni. I soldi sono pochi per riparare le buche che si formano su vie e corsi. A volte a ribellarsi sono le circoscrizioni. Lo ha fatto la Sei, a fine luglio. Una lamentela ripresa sulle pagine del nostro giornale. «Da Palazzo Civico non arriva un euro per la manutenzione straordinaria», aveva detto il presidente Valerio Lomanto in riferimento ai due lotti che il Comune aveva riservato alle circoscrizioni Uno, Otto, Due, Cinque e Sette. Mentre la Sei, la Tre (dove abita la sfortunata signora) e la Quattro sono rimaste escluse. Tuttavia, sempre sulle nostre pagine, era stato l’asses - sore Francesco Tresso a smentire la decisione di usare due pesi e due misure: «Non escludiamo nessuno - aveva precisato Tresso - perché bisogna sommare, ai soldi dell’an - nuale appalto di manutenzione straordinaria, quelli contemplati in tutti i recenti interventi finanziati con fondi ministeriali ed europei». Ma da dove arrivano i soldi, ai cittadini poco importa. Conta riparare le buche, per evitare incidenti che in passato si sono anche rivelati mortali.
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