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Matrimoni religiosi

In Piemonte aumentano le richieste di nullità dei matrimoni religiosi

I dati illustrati a Torino mostrano una crescita dei libelli depositati e un’attività del tribunale in espansione rispetto agli anni precedenti

In Piemonte aumentano le richieste di nullità dei matrimoni religiosi

Immagine di repertorio

Sono in aumento in Piemonte le richieste di nullità del matrimonio religioso. Il dato è stato illustrato sabato 7 marzo durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese (TEIP), ospitata alla Facoltà Teologica di Torino, alla presenza di rappresentanti della magistratura ecclesiastica, di diversi vescovi della regione e del cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e moderatore del tribunale.

Secondo la relazione del vicario giudiziale don Ettore Signorile, nel corso del 2025 sono stati presentati 84 libelli, cioè le domande introduttive con cui si chiede di avviare una causa di nullità matrimoniale. Il numero risulta superiore sia a quello dell’anno precedente sia a quello registrato nel 2021. Signorile ha collegato questo incremento a un’attività di accompagnamento svolta nelle diocesi, anche dopo la diffusione di un sussidio destinato a orientare i fedeli e gli operatori pastorali.

Sul piano dell’attività giudiziaria, il tribunale conta attualmente 105 cause pendenti in primo grado, mentre 62 procedimenti sono stati conclusi nell’ultimo anno. In base ai dati diffusi, la maggior parte delle cause si chiude entro dodici mesi, con tempi medi che arrivano a circa quattordici mesi nei casi più complessi.

Dalla relazione emerge inoltre che l’esito delle procedure non è automatico. Nel 5% delle sentenze di primo grado emesse nel 2025, infatti, la domanda non è stata accolta. Il principio richiamato dal tribunale è che la validità del matrimonio resta tutelata dal diritto canonico, e che ogni procedimento deve accertare in modo puntuale la situazione concreta.

Per quanto riguarda le motivazioni prevalenti, i dati indicano una netta incidenza dei casi di incapacità consensuale, pari a 92, rispetto a quelli di simulazione, fermi a 27. Secondo il vicario giudiziale, questo andamento riflette un cambiamento nella natura delle crisi matrimoniali sottoposte al tribunale e richiama il tema della consapevolezza con cui viene assunto l’impegno sacramentale.

Accanto all’attività processuale, il TEIP ha svolto anche 97 colloqui preliminari attraverso i patroni stabili. Quasi la metà di questi incontri si è poi tradotta nell’avvio di una causa. Nel suo intervento conclusivo, il cardinale Repole ha sottolineato la necessità che anche un’istituzione con una lunga tradizione continui a interrogarsi sulle modalità con cui esercitare oggi il proprio compito, in un contesto sociale in trasformazione.

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