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Pesce siluro nei laghi di Avigliana, l’allarme resta ma i numeri cambiano

Catture e monitoraggi per contenere una delle specie invasive più temute

Pesce siluro nei laghi di Avigliana, l’allarme resta ma i numeri cambiano

Nel corso del 2025 il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana ha intensificato le attività di contenimento del pesce siluro (Silurus glanis), specie aliena invasiva, nell’ambito del progetto europeo Life Predator. Con la pausa invernale delle operazioni di prelievo, è ora possibile tracciare un primo bilancio sugli effetti concreti delle azioni messe in campo nei due bacini lacustri.

Dopo una lunga fase di studio e monitoraggio avviata negli anni precedenti dai partner del progetto – coordinati da IRSA CNR insieme al personale delle Aree Protette delle Alpi Cozie – il 2025 ha segnato l’ingresso nella fase operativa, focalizzata sulla riduzione della biomassa di siluro presente nei laghi.

Un progetto europeo per la tutela della biodiversità

Le attività rientrano nel programma Life Predator, che vede l’Ente Parco come partner e che ha l’obiettivo di limitare l’impatto delle specie ittiche invasive nei bacini d’acqua dolce dell’Europa meridionale. Il pesce siluro, predatore apicale, rappresenta infatti una minaccia per l’equilibrio degli ecosistemi e per la conservazione della fauna ittica autoctona.

Le tecniche di cattura sperimentate

Nel 2025 sono state realizzate 24 sessioni complessive di prelievo, alternando pesca dilettantistica e attività scientifiche, così da confrontare l’efficacia delle diverse metodologie.

Il coinvolgimento dei pescatori dilettanti

Durante la primavera, i guardiaparco delle Alpi Cozie hanno selezionato e formato un gruppo di pescatori amatoriali. Tra giugno e novembre sono seguite 12 sessioni di pesca (9 serali e 3 all’alba) sul Lago Grande, svolte in orario notturno grazie a una specifica autorizzazione della Città Metropolitana di Torino.

Le attività si sono concentrate in un tratto della pista circumlacuale messo a disposizione dal Comune di Avigliana, con la collaborazione del titolare dei diritti di pesca e la costante presenza del personale di vigilanza del Parco.

La pesca scientifica e professionale

In autunno, invece, un team di ittiologi incaricati dall’Ente Parco ha condotto 13 sessioni di pesca scientifica, utilizzando principalmente la tecnica dell’elettro-pesca e, in alcuni casi, i palamiti. Le operazioni hanno interessato entrambi i laghi: 7 interventi sul Lago Piccolo e 6 sul Lago Grande.

I numeri del 2025

I dati raccolti mostrano un impatto significativo delle attività di contenimento:

  • Pesca dilettantistica organizzata:

    • 12 esemplari catturati

    • Peso totale: 17,85 kg

  • Pesca dilettantistica occasionale (verificata dai guardiaparco):

    • 15 esemplari

    • Peso totale: 117,81 kg

  • Pesca scientifica:

    • Lago Grande: 68 esemplari – 259,17 kg

    • Lago Piccolo: 44 esemplari – 255,29 kg

Nel complesso, l’apporto dei pescatori dilettanti ha rappresentato circa il 26% della biomassa totale rimossa.

Le voci del Parco

«I risultati ottenuti sono incoraggianti – spiega Bruno Aimone, responsabile dell’Area Biodiversità delle Aree Protette delle Alpi Cozie – perché confermano sul campo quanto emerso dal monitoraggio ittico del 2023. Il numero relativamente contenuto di siluri rimossi, soprattutto dal Lago Piccolo, indica una presenza non eccessiva rispetto ad altri contesti analizzati dai partner del progetto».

Sull’importanza del coinvolgimento dei cittadini interviene anche Fabio Santo, guardiaparco e responsabile della vigilanza: «La collaborazione con i pescatori dilettanti si è rivelata strategica. Non solo ha contribuito in modo significativo alla rimozione della biomassa, ma garantirà continuità alle azioni anche dopo la conclusione del progetto Life Predator».

Prossimi passi: si riparte nel 2026

Le attività di contenimento riprenderanno dalla primavera 2026 con nuove sessioni di pesca scientifica, mentre dall’estate torneranno operative anche quelle dilettantistiche. L’esperienza maturata nel 2025 ha permesso di affinare le tecniche di cattura e individuare i periodi e le aree più efficaci di intervento.

L’obiettivo resta chiaro: mantenere la popolazione di pesce siluro entro livelli compatibili con la tutela di una biodiversità ittica sana e diversificata, salvaguardando uno degli ecosistemi più preziosi del territorio piemontese.

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