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IL CASO
21 Gennaio 2026 - 11:10
Il tribunale di Ivrea ha condannato a quattro mesi di reclusione (con pena sospesa) un agricoltore di 39 anni residente in Val di Chy, colpevole di aver prodotto cannabis con un tasso di Thc superiore ai limiti consentiti dalla legge. L'indagine era scattata dopo il sequestro di circa 80 chili di canapa effettuato dai Carabinieri di Vico; dalle analisi di laboratorio è emerso che una porzione del raccolto, circa il 14%, presentava una concentrazione di principio attivo superiore allo 0,5%.
Nonostante la difesa abbia provato a dimostrare come tale sforamento fosse minimo e potenzialmente dovuto a fattori climatici o stress delle piante, variabili naturali che possono alterare i valori della canapa "light", il giudice ha ritenuto il fatto penalmente rilevante. La sentenza si inserisce in un clima di forte incertezza normativa per il comparto, regolato dalla legge 242/2016, che prevede una soglia di tolleranza fino allo 0,6% per i coltivatori, ma che trova interpretazioni sempre più restrittive nelle aule di giustizia.
La condanna, seppur ridotta rispetto agli otto mesi chiesti dal pubblico ministero, rappresenta un duro colpo per l'azienda agricola e sottolinea il rischio corso dai produttori di canapa industriale, in attesa che la Corte di Giustizia Europea faccia chiarezza sulla compatibilità delle restrizioni italiane con il diritto comunitario.
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