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Il caso

Candia Canavese e l'assedio dei marciapiedi

In via Roma la sosta selvaggia è diventata la regola. I residenti chiedono il ripristino dei paletti e controlli certi

Candia Canavese e l'assedio dei marciapiedi

In via Roma, una delle vie principali di Candia Canavese, il confine tra spazio protetto e carreggiata è diventato puramente teorico. Qui, il marciapiede non è più un camminamento per persone, ma una zona di sosta stabile per le auto.

La sosta "selvaggia" in via Roma non è un evento sporadico, tanto che le auto in divieto risultano visibili persino nelle immagini satellitari di Google Maps.

I residenti ricordano l'epoca dei paletti delimitatori: non erano perfetti, ma rappresentavano un divieto fisico e visibile. Oggi, molti sono divelti o rimossi e mai ripristinati. Senza una barriera materiale, la prevenzione è affidata esclusivamente al senso civico, che però sembra fermarsi dove inizia la comodità di parcheggiare vicino alla pizzeria o sotto casa.

Il sindaco Mario Mottino difende l'operato del Comune, sottolineando la presenza delle telecamere di sorveglianza e le sanzioni fatte.

La protesta dei cittadini nasce dalla paura. Viene richiamato il tragico precedente di San Sebastiano Po, dove uno studente perse la vita mentre camminava a bordo strada.

Un ulteriore elemento di tensione riguarda la gestione del dissenso: secondo una parte dei cittadini, nei gruppi social locali le critiche verrebbero sistematicamente silenziate, creando una narrazione di facciata che non corrisponde alla realtà quotidiana di chi deve schivare i cofani delle auto per andare a fare la spesa.

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