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l’intervista

Caso Mara Favro, c’è l’archiviazione Adesso Luca Milione chiede i danni

«Su di me le accuse prima ancora di un’indagine. Chi deve pagare, paghi»

“Ora è finita. Ma la mia vita è rovinata”. Caso Favro, parla Milione dopo l’archiviazione del fascicolo

Luca Milione

È finita così. Con un decreto di archiviazione. Il caso sulla morte di Mara Favro, scomparsa nel marzo 2024 e ritrovata senza vita un anno dopo nei boschi sopra Chiomonte, si chiude senza colpevoli. Nessun processo, nessun assassino. Solo atti, perizie e una conclusione che non convince tutti.
La giudice per le indagini preliminari, Alessandra Salvadori, ha respinto l’opposizione presentata dalla famiglia della donna contro la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

Sulla base degli elementi raccolti, non ci sono margini per ulteriori approfondimenti investigativi né per sostenere un’ipotesi di omicidio. Per Vincenzo Luca Milione, gestore della pizzeria Don Ciccio di Chiomonte dove Favro lavorava, la notizia arriva come una liberazione amara.
«È finita, purtroppo. Perché Mara Favro è stata uccisa e io avrei preferito trovassero un assassino», dice pochi minuti dopo. Poi aggiunge: «La mia vita però è finita anche. Questa storia mi ha tolto il sonno, la pace. Mi sono sentito sempre sotto accusa. I miei mostri li ho combattuti da solo». Milione era uno dei due indagati, insieme al pizzaiolo Cosimo Esposto. Entrambi accusati di omicidio e occultamento di cadavere, entrambi sempre proclamatisi innocenti. Con stili opposti.
Milione ha scelto l’esposizione pubblica, passando per studi televisivi e interviste, cambiando nel tempo la sua versione dei fatti. Esposto, al contrario, ha lasciato la Valle, trasferendosi fuori regione e mantenendo il silenzio. Ora Milione annuncia una nuova battaglia, questa volta civile. Ha messo in vendita la pizzeria e parla apertamente di risarcimenti: «Chiederò i danni a chi mi ha diffamato gratuitamente. Auguri di morte, insulti, influencer, commenti sui social, giornalisti che hanno scritto di me prima ancora che fossi indagato. Chi deve pagare, paghi».
Soddisfazione da parte delle difese. «Finalmente il mio assistito può guardare al futuro con nuovi occhi e ritrovare serenità», commenta l’avvocata Emma Piccatti, che ha assistito Esposto. «Siamo estremamente soddisfatti, sul piano professionale e umano», commenta l’avvocato Luca Tommaso Calabrò, difensore di Milione. «Le indagini e il provvedimento del giudice mettono fine a una vicenda che ha devastato la vita del mio assistito, segnata da pregiudizio e sospetto. Il mio pensiero va anche alla famiglia Favro, che continua a soffrire per questa perdita».
Parole che non attenuano l’amarezza dell’altra parte. «Siamo delusi», dice l’avvocato Roberto Saraniti, che tutela i familiari di Mara Favro. «Riteniamo che ulteriori indagini scientifiche fossero doverose. Continueremo a tenere alta l’attenzione: il decreto di archiviazione non è definitivo. Mara Favro merita giustizia».

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