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L'iniziativa

A Ronco Canavese si impara a raccontare la scienza: tre giorni, ventisette partecipanti e venti ore di lavoro pratico

La terza edizione della Scuola Invernale di Comunicazione della Ricerca Scientifica trasforma un piccolo paese in laboratorio di idee

A Ronco Canavese si impara a raccontare la scienza: tre giorni, ventisette partecipanti e venti ore di lavoro pratico

Per tre giorni, un piccolo paese della Valle Soana si è trasformato in un laboratorio dedicato a una delle sfide più concrete della ricerca scientifica: comunicare. Non trasmettere dati, ma costruire un rapporto con chi ascolta.

È questa l'idea alla base della terza edizione della Scuola Invernale di Comunicazione della Ricerca Scientifica, che ha riunito a Ronco Canavese ventisette partecipanti provenienti da Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino e Lombardia. Ricercatori, operatori di aree protette e rappresentanti di enti universitari hanno condiviso venti ore di lavoro pratico, guidati da Claudio Tomaello e Veronica Sommadossi.

Niente lezioni frontali. Il percorso si è fondato su esercizi sul campo, simulazioni e momenti di confronto collettivo: un approccio che ha messo i partecipanti nella condizione di sperimentare, sbagliare e ripartire. Il punto di arrivo non era la perfezione tecnica, ma una consapevolezza nuova: la differenza tra trasmettere contenuti e costruire una relazione con il pubblico. Perché i dati, da soli, restano grafici. Diventano narrazione solo quando incontrano le persone.

Il momento più visibile della scuola è arrivato con lo spettacolo aperto al pubblico "Mi abbatto e sono felice" di Daniele Ronco, in cui teatro, ironia e contenuti scientifici si sono intrecciati in modo insolito. Una dimostrazione concreta che trovare la forma giusta significa poter parlare a tutti senza rinunciare alla complessità.

La Valle Soana, con il suo patrimonio naturale e la vicinanza al Parco Nazionale Gran Paradiso, non è stata solo uno sfondo suggestivo. Per molti partecipanti — in particolare gli operatori del settore ambientale — il legame tra ricerca, territorio e conservazione è una questione quotidiana, e la comunicazione è uno degli strumenti principali con cui si gestisce, si tutela e si coinvolge una comunità.

L'iniziativa ha potuto contare su una rete di partecipanti diversi: l'Associazione Bioma, il Comune di Ronco Canavese, la Locanda della Luna — operatore con Marchio di Qualità Gran Paradiso — e il MUSE di Trento, che ospiterà la prossima edizione.

 

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