Cerca

IL CASO

Scontro al Bosco del Vaj: petizione lampo contro il cemento sui sentieri

In 48 ore raccolte 274 firme per fermare i lavori di consolidamento nella riserva.

Bosco del Vaj, il cantiere che divide: sicurezza o snaturamento?

Una mobilitazione digitale nata domenica 29 marzo ha raccolto in meno di due giorni quasi 300 adesioni per "salvare" il Bosco del Vaj. Al centro della protesta ci sono i lavori di sistemazione idrogeologica finanziati con fondi europei FESR, che secondo i firmatari starebbero snaturando i sentieri storici della riserva, sostituiti da strutture in pietra e cemento.

La petizione denuncia la rimozione di massi naturali e l'impatto estetico e ambientale delle nuove canalizzazioni; scavi e armature metalliche in un'area nota per la presenza rara di faggi di epoca glaciale. I promotori chiedono la sospensione immediata del cantiere e un confronto trasparente con la cittadinanza sulle scelte progettuali.

L’ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese ha risposto con una nota ufficiale, definendo gli interventi "necessari" a causa dei danni provocati dall’alluvione del 17 aprile 2025. Secondo l'Ente, l'uso del cemento è limitato a un tratto di circa dieci metri caratterizzato da una pendenza estrema, dove l'erosione (aggravata anche dalla pratica del downhill) minacciava la stabilità della strada comunale sottostante. Per il resto dei sentieri, l'amministrazione assicura l'impiego di tecniche di ingegneria naturalistica in legno e pietra locale.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.