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L'apertura

Centri antiviolenza più vicini: a Perosa Argentina e Torre Pellice aprono due sportelli entro l’estate

I municipi delle valli diventano presidi di protezione per trasformare la richiesta d'aiuto in un passo possibile per tutte

Centri antiviolenza più vicini: a Perosa Argentina e Torre Pellice aprono due sportelli entro l’estate

Per contrastare la violenza di genere, la vicinanza fisica ai luoghi di vita delle donne diventa un fattore determinante. Spesso la mancanza di un mezzo di trasporto o del tempo necessario per lunghi spostamenti rappresenta un ostacolo insuperabile per chi vorrebbe chiedere aiuto. Consapevole di questo limite, l'associazione SvoltaDonna ha deciso di estendere la propria presenza nelle valli, prevedendo l'apertura di due nuovi sportelli di ascolto entro la prossima estate. I centri saranno ospitati gratuitamente all'interno dei municipi di Perosa Argentina e Torre Pellice, offrendo così un punto di riferimento immediato e sicuro che si affianca alla sede storica di Pinerolo, situata nei pressi dell'ospedale cittadino.

Questa espansione del servizio è sostenuta da un investimento totale di 53.040 euro, frutto di un finanziamento della Regione Piemonte pari a 42.000 euro unito a un cofinanziamento di 11.040 euro. Come spiegato dalla referente Silvia Lorenzino, queste risorse permetteranno non solo di allestire e arredare dignitosamente i nuovi locali, ma anche di garantire la presenza costante di una professionista dedicata all'assistenza e all'accompagnamento delle donne.

Le amministrazioni locali hanno risposto prontamente all'iniziativa, riconoscendo la necessità di intervenire su un fenomeno spesso sommerso. La sindaca di Perosa Argentina, Nadia Brunetto, ha evidenziato come le richieste di aiuto sul territorio siano aumentate negli ultimi anni, rendendo indispensabile l'adesione al progetto. Allo stesso modo, la sindaca di Torre Pellice, Maurizia Allisio, ha confermato l'importanza di questi presidi a seguito di un confronto diretto con le forze dell'ordine, che hanno rilevato criticità crescenti nella zona.

Il progetto si configura quindi come una sinergia concreta tra la Regione, i Comuni e il mondo dell'associazionismo, mirata a trasformare i municipi in luoghi di protezione accessibili. L'obiettivo finale è l'efficacia di un aiuto che arrivi esattamente dove serve, riducendo lo spazio tra la paura della vittima e la possibilità concreta di essere ascoltata da personale competente.

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