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Sanità, ecco come sarà il nuovo ospedale di Ivrea. I primi pazienti? Nel 2031

Presentato il progetto dell'ospedale che sorgerà nell'area ex Montefibre

Sanità, ecco come sarà il nuovo ospedale di Ivrea. I primi pazienti? Nel 2031

Sanità, ecco come sarà il nuovo ospedale di Ivrea. I primi pazienti? Nel 2031

Una giornata storica per Ivrea e per tutto il Canavese. Questo pomeriggio, in Sala Dorata del Comune di Ivrea, è stato svelato il progetto di fattibilità del nuovo ospedale che sorgerà nell’area ex Montefibre, nel cuore della città.


Un investimento imponente da 215 milioni di euro, trecento posti letto e sviluppato su quattro piani. All’evento hanno partecipato il presidente della Regione, Alberto Cirio, il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, il direttore generale dell’Asl TO4, Luigi Vercellino, ma anche tanti sindaci e medici del territorio. «Un progetto importante, tassello del grande piano di edilizia sanitaria del Piemonte» hanno sottolineato il governatore Cirio e l’assessore regionale Riboldi.

Il nuovo presidio ospedaliero cambierà il volto della sanità locale, mandando definitivamente in pensione l’attuale struttura concepita nel lontano 1956. I numeri parlano chiaro: su una superficie totale di 69mila metri quadrati, ben 56mila saranno destinati alle attività sanitarie, garantendo 301 posti letto. Il progetto, redatto dalla società Tecnicaer Engineering, punta tutto su efficienza e sostenibilità. Il cronoprogramma è serrato: dopo l’aggiudicazione della progettazione nel 2025, entro giugno di quest’anno (2026) il piano sarà consegnato all’Inail. Nel 2027 è attesa la validazione, mentre nel 2028 partiranno i lavori, che avranno una durata stimata di tre anni. Secondo questo piano sarà, quindi, inaugurato nel 2031.


Soddisfatto il primo cittadino di Ivrea, Matteo Chiantore: «Senza risultare inutilmente retorico, questa è una giornata storica. Attendiamo questo ospedale da decenni. Il nostro territorio, dopo un passato industriale importante, sta trovando una nuova identità, ma per farlo dobbiamo porre l’accento sui servizi: trasporti e sanità in primis». Chiantore ha colto l’occasione per fare il punto sulle infrastrutture collegate, essenziali per la riuscita del polo medico: «Stiamo lavorando al raddoppio selettivo della tratta ferroviaria Chivasso-Ivrea e all’aggiornamento dell’elenco ministeriale delle opere per sbloccare la realizzazione dell’atteso casello autostradale di San Bernardo che permetterà un accesso diretto dalla A5 Torino-Aosta all’area ospedaliera».

A sottolineare il metodo di lavoro che ha portato alla stesura del progetto è stato Luigi Vercellino, direttore generale dell’Asl TO4: «Il percorso per realizzare un nuovo ospedale è lungo e complesso, ma oggi chiudiamo la tappa forse più importante. Ci siamo arrivati grazie a una profonda collaborazione interistituzionale tra noi, i Comuni e la Regione. Lavorando come un ente unico, i tempi si dimezzano. Abbiamo fortemente voluto che i nostri medici partecipassero alla definizione delle linee guida. Solo chi lavora in un ospedale sa di cosa c’è veramente bisogno». Il Canavese, dunque, si prepara a voltare pagina. Infine, il 20 aprile il progetto sarà illustrato nel dettaglio ai 176 sindaci del territorio che si era a lungo confrontato, anche aspramente, sul sito ideale dove posizionare l’ospedale e, infine, aveva prevalso l’area di Ivrea su quella di Pavone caldeggiata dalla parte altocanavesana.

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