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TENNIS SLAM

Che disdetta Lorenzo Musetti, è avanti per due set a zero contro Novak Djokovic ed è costretto al ritiro

Il serbo affronterà in semifinale il vincente fra Jannik Sinner e Ben Shelton, che sono in campo

Che disdetta Lorenzo Musetti, è avanti per due set a zero contro Novak Djokovic ed è costretto al ritiro

Un infortunio è costato la sconfitta a Lorenzo Musetti a Melbourne (foto X @AustralianOpen)

Sulla Rod Laver Arena si stava avvicinando alla vittoria che avrebbe potuto consegnargli il posto di n. 3 al mondo, alle spalle degli alieni Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che poi per come stava giocando non lo erano più così tanto.

Lorenzo Musetti (n. 5 del ranking), per la prima volta nei quarti agli Australian Open, era in vantaggio per 6-4, 6-3, 1-3 su Novak Djokovic (n. 4), quando ha dovuto ritirarsi per un infortunio alla coscia. Nole è così approdato alla sua 54ª semifinale Slam, la tredicesima a Melbourne, nella quale venerdì 30 gennaio affronterà il vincente fra Jannik Sinner (n. 2) e lo statunitense Ben Shelton (n. 7), che si sfideranno alle ore 9.

«Non so cosa dire - commenta a caldo il 38enne di Belgrado - lui è stato il migliore in campo. Io mi sentivo già sul volo per tornare a casa. Stasera raddoppierò le preghiere per ringraziare chi di dovere. Cose del genere succedono nello sport. Mi è successo un paio di volte, ma trovarsi ai quarti di finale di uno Slam, in vantaggio per due set a zero e in pieno controllo e doversi ritirare è davvero una situazione sfortunata. Gli auguro davvero una pronta guarigione. Oggi, senza dubbio, avrebbe dovuto vincere lui».

Musetti è devastato: «Non avrei mai immaginato di essere in vantaggio due set a zero contro Novak, giocare così, avere il controllo del match in quel modo ed essere poi costretto a ritirarmi. È davvero molto doloroso. Ho iniziato a sentire un fastidio a inizio secondo set, ho sentito che c’era qualcosa di strano nella gamba destra e ho continuato perché stavo giocando davvero molto molto bene. Ma il dolore aumentava e il problema non se ne andava. Alla fine, quando ho preso il medical timeout, sono rimasto seduto tre minuti e quando ho ricominciato ho sentito che il livello del dolore continuava ad aumentare; quindi, non c’è molto altro da dire».

Riguardo all’entità dell’infortunio «penso di conoscere il mio corpo e sono abbastanza sicuro che si tratti di uno strappo, purtroppo. Ho giocato quasi tutto il secondo set così, ma riuscivo a farlo e soprattutto il servizio mi aiutava molto. Cercavo un po’ di spingere dalla linea di fondo, sentivo bene la palla; quindi, ho cercato di resistere e non pensare troppo al dolore. Poi però il dolore è aumentato molto, soprattutto quando andavo col dritto in open stance e non riuscivo a tornare al centro. Da quel momento non sono più riuscito a giocare. Non aveva senso e non c’era modo di fasciarla o fare qualcosa per continuare. Ovviamente farò tutti gli esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò».

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