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PIANETA bianconero
20 Aprile 2026 - 20:34
Tutta la grinta di Luciano Spalletti durante Juventus-Bologna
Meglio tardi che mai. La Juve, seppur senza Yildiz per 72 minuti (cosa da non sottovalutare; dettaglio non da poco, che è passato inosservato), domenica sera contro il Bologna ha dominato in un lungo e in largo dal primo all’ultimo minuto. Per l’esattezza, dal secondo minuto di gioco, quando un redivivo Jonathan David ha ritrovato la via del gol dopo due mesi di astinenza. E questa Juve, che fa più punti di tutti, e soprattutto incassa solo un gol nelle ultime sei partite, comincia a fare paura alle altre là davanti, in particolar modo a Napoli e Milan, distanziate di tre punti. Spalletti predica calma, ma dopo la partita - seppur vinta - opaca contro l’Atalanta, i bianconeri hanno ritrovato brillantezza e voglia di dominare in lungo e in largo.
Intanto quando c’è Juventus-Bologna (da segnalare l’infortunio del doppio ex Holm; in dubbio per San Siro), su entrambe le sponde, viene subito in mente il nome del doppio ex - un po’ come Thiago Motta - Maifredi: «Ha vinto la squadra con più entusiasmo. Si sono affrontate con uno spirito diverso: la Juve è in fiducia dopo una serie di ottime gare, il Bologna depresso, quando non arrivano i risultati e quando viene eliminato un po’ da tutte le partite cala l’animus pugnandi. Ora la Juve potrebbe arrivare anche seconda.» Così l’ex allenatore, tutto calcio e champagne, decisamente poco in bianconero, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, sulla sfida di domenica sera allo Stadium, vinta dai bianconeri per 2-0.
La Juve può ripartire da David e Vlahovic? «Ritengo che David sia un ottimo giocatore, fa giocare bene la squadra. Quando tocca la palla, non è mai banale. Non è un ariete, quello che è Vlahovic. Credo che il valore di Vlahovic sia lampante, nonostante i tanti problemi di quest’anno. Se lui però ha la voglia di rimanere alla Juve.» Poi Maifredi dice la sua per la panchina azzurra? «La Nazionale ha bisogno di un personaggio di spessore, che dia credibilità. Andare su un profilo giovane magari è un rischio. Conte o Allegri sarebbero perfetti, Allegri ha il vestito fatto su misura per fare quel mestiere, anche Conte ha dimostrato di saper come stimolare l’ambiente, con la sua voglia di vincere. Bisognerebbe andare su uno di questi due».»
Qual è il livello del calcio italiano? «Il livello è sotto gli occhi di tutti. Se non andiamo al Mondiale da anni, ci sarà un motivo. Il campionato italiano è calato di molto. Prima, da noi, c’erano i migliori giocatori del mondo, davamo riferimento a tutti. Adesso è il contrario. Finché gli allenatori saranno dipendenti dal momento e solo dal risultato, non potremo mai migliorare. Dovremmo migliorare a livello di rapporto tra dirigenza e allenatore. Il tecnico dovrebbe aver il tempo giusto a disposizione, per lavorare. Dovrebbero avere la libertà mentale di poter sperimentare. Ma noi qua siamo tremendi». Malagò uomo giusto per ripartire? «Con Malagò si va sul sicuro, ha dimostrato di essere un’ottima guida. Ma si può attingere anche altrove, personaggi importanti bravi ne abbiamo. Ora è determinante centrare la persona più giusta per questo impegno».
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