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L'evento

Mongolfiere d’Epifania a Mondovì: tre giorni tra cielo, colori e solidarietà

Trenta equipaggi europei, forme speciali e raccolta fondi: oltre 11mila euro devoluti per la ricerca sui tumori infantili

Mongolfiere d’Epifania a Mondovì: tre giorni tra cielo, colori e solidarietà

Il cielo di Mondovì si è confermato, anche in questo inizio di 2026, la capitale indiscussa del volo leggero. Per tre intere giornate, la città piemontese è rimasta sospesa in un’atmosfera magica, celebrando l’Epifania con il tradizionale Raduno Aerostatico Internazionale. L’evento, curato magistralmente dall’Aeroclub Mondovì in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale e sostenuto strategicamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e da Intesa Sanpaolo, ha regalato uno spettacolo visivo indimenticabile: complice un meteo perfetto, caratterizzato da un azzurro terso e da un’aria frizzante, migliaia di persone hanno invaso la città con gli occhi rivolti al cielo.

La trasformazione più suggestiva ha riguardato la zona industriale del Comune, che per l’occasione ha dismesso i panni della produttività quotidiana per mutarsi in un vero e proprio campo di volo. Tra i capannoni sono spuntati i giganti dell’aria: trenta mongolfiere provenienti da tutta Europa hanno colorato l'orizzonte, creando un mosaico cromatico che ha rotto la monotonia del paesaggio urbano. Questo contrasto tra la solidità delle strutture industriali e l’eterea leggerezza dei palloni ha offerto scenari unici, capaci di trasportare il pubblico lontano dalla routine e dal traffico cittadino.

Se le mongolfiere tradizionali hanno garantito l'eleganza, le cosiddette "special shape", forme speciali, hanno letteralmente rubato la scena, scatenando la curiosità dei più piccoli e la caccia allo scatto perfetto da parte dei fotografi: un’imponente aerostato a forma di dirigibile, che evocava i viaggi d'altri tempi, una pantera nera, che sembrava sfilare su una passerella invisibile tra le nuvole e l'amatissimo topo Ratatouille, un omaggio che ha unito cinema e gastronomia in un unico volo.

La vera regina del raduno è stata però “Kika”, l’orsetto volante giunto direttamente dall'Olanda. Dietro il suo aspetto tenero si nasconde un progetto di solidarietà di straordinaria portata. L’equipaggio, guidato dal pilota Edcar Vermeulen, ha utilizzato la propria presenza per raccogliere fondi a favore della ricerca sui tumori infantili. Il bilancio è commovente: sono stati venduti oltre 700 peluche arancioni, permettendo di donare una cifra superiore agli 11.000 euro. La genesi del pallone è un racconto di vita vera: "Inizialmente era nato per far felice mio figlio, ispirandosi al suo peluche del cuore", ha spiegato Vermeulen. "Poi l'incontro con la Fondazione Kika, che aveva una mascotte identica, ha trasformato questo pallone in un messaggero di speranza".

A completare il quadro storico della manifestazione non poteva mancare un tributo alle origini. Il raduno ha ospitato il pallone dedicato ai fratelli Montgolfier, un omaggio filologico a quel lontano 4 giugno 1783 quando ad Annonay, in Francia, l’uomo si sollevò per la prima volta da terra. Questo legame tra i pionieri dell’aria e il presente monregalese dimostra come, nonostante i secoli passati e l’evoluzione tecnologica, lo spirito del volo resti lo stesso: un mix di audacia, curiosità scientifica e quello stupore fanciullesco che solo un pallone colorato che si alza nel vento sa regalare.

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