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Scudetti e coppe
18 Gennaio 2026 - 06:35
Michel Platini
Se la squadra di calcio in queste settimane sembra essere in ripresa, la Juventus attuale è ancora lontana dai suoi fasti e molti tifosi si rifugiano nei ricordi: i successi più recenti sono freschi nella memoria ma legati ad allenatori (Antonio Conte e Massimo Allegri) che oggi sono alla guida di due delle tre principali avversarie per il titolo, meglio andare un po' più indietro nel tempo, al cosiddetto “decennio d'oro” che vide arrivare a Torino scudetti e coppe in quantità, tra il 1975 e il 1985.
A quelle vittorie è dedicato il documentario “Juventus. Primo amore” di Angelo Bozzolini, che sarà al cinema solo per tre giorni dal 16 al 18 febbraio in alcune sale selezionate: a Torino lo si potrà vedere nei multisala The Space (a Beinasco e a Parco Dora) e Uci Cinemas (a Moncalieri e al Lingotto) e poi al Massaua Cityplex, al cinema Lux di galleria San Federico e al Reposi di via XX settembre, per chi frequenta le sale del centro città.
«È stato fatto un lavoro importante sui repertori, che mostreranno le immagini di gioco di partite memorabili, grandi vittorie come la finale di Bilbao del 1977 o tragiche trasferte come quella di Bruxelles del 1985», commenta Bozzolini presentando il progetto.
Il doc (già passato all'ultimo Torino Film Festival come evento speciale, ma con un altro titolo), oltre a riportare sul grande schermo immagini d’archivio, è arricchito da interviste esclusive a Marino Bartoletti, Zbigniew Boniek (attaccante della Juventus dal 1982 al 1985), Massimo Bonini (centrocampista bianconero dal 1981 al 1988), Aldo Cazzullo, Evelina Christillin, Linus, Davide Livermore, Marco Lodola, Domenico Marocchino (centrocampista della Juventus dal 1979 al 1983), Carlo Nesti, Pierluigi Pardo, Eraldo Pecci (centrocampista del Torino dal 1975 al 1981), Michel Platini (in bianconero dal 1982 al 1987), Valerio Remino (massaggiatore della Juve dal 1980 al 1994), Marco Tardelli (in bianconero dal 1975 al 1985), Mariella Cavanna Scirea, Enrico Vanzina (sceneggiatore) e Dino Zoff, che fu portiere di quella squadra dal 1972 al 1983.
Il racconto di quel decennio d’oro non è solo una storia dei successi sportivi della Vecchia Signora: è un viaggio attraverso un’Italia in trasformazione, segnata da tensioni sociali, terrorismo e scandali, in un periodo che va dagli anni di piombo, caratterizzati da una fortissima rivalità cittadina con il Torino, fino alla conquista l’8 dicembre 1985 a Tokyo della Coppa Intercontinentale, passando per la tragedia dell’Heysel nel 1985 e per il ricordo, ancora oggi commovente, di campioni come Gaetano Scirea e Paolo Rossi.
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