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Il lutto
04 Marzo 2026 - 19:20
È stata una cerimonia sentita quella celebrata oggi nella Cattedrale di Nola per i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo un trapianto di cuore con un organo danneggiato. Al rito, presieduto dal vescovo di Nola monsignor Francesco Marino, erano presenti numerose autorità. Tra queste il premier Giorgia Meloni, giunta in chiesa per salutare i genitori del bambino, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi, i sindaci di Nola e Taurano, Andrea Ruggiero e Michele Buonfiglio, e il prefetto di Napoli Michele di Bari. Sull’altare erano presenti anche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, che ha seguito la famiglia di Domenico negli ultimi giorni di vita e ha impartito l’estrema unzione al bambino.
Nell’omelia, monsignor Marino ha rivolto parole di vicinanza ai genitori e alla comunità: “In questa chiesa cattedrale, casa comune della diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi. E se è vero che i figli sono ‘pezzi di cuore’, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia”.
Il vescovo ha sottolineato come la giustizia, pur necessaria, non possa colmare il vuoto lasciato dalla perdita: “La caccia ai colpevoli, per un momento, appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, altra cosa è presumere che la giustizia dei tribunali o il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non Gesù, può consolare”.
Monsignor Marino ha inoltre ricordato la complessità dei sentimenti dei familiari: “Ci chiediamo perché, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, ma ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta”.
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