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Arte
20 Gennaio 2026 - 15:45
Portogruaro: “la città che sorprende”, mette in mostra uno dei capitoli più belli della storia dell’arte italiana raccogliendo, da collezioni private, i dipinti degli artisti che hanno partecipato alle Biennali d’arte di Venezia dal 1900 al 1960.
L’esposizione è allestita nel settecentesco Palazzo Vescovile della cittadina veneta attraversata dal fiume navigabile Lemene, il corso d’acqua che contribuisce a caratterizzare, con i numerosi canali e i mulini presenti nel paesaggio urbano, l’atmosfera lagunare della storica città d’arte.

A Portogruaro passeggiando sotto i portici dei palazzi medievali e rinascimentali, si respira ancora l’influenza della Repubblica Veneziana. La cittadina ha un’offerta turistica e culturale di grande interesse grazie al suo notevole patrimonio artistico, con siti storici di diverse epoche, musei e monumenti; nonché per gli eventi culturali e le grandi esposizioni d’arte che qui vengono organizzate. Non a caso, Pordenone è stata proclamata “Capitale Italiana della Cultura per il 2027”.
“La Biennale di Venezia rappresenta, dal 1895, una delle più alte espressioni dell’arte internazionale, nata sull’esempio dei grandi Salons francesi dell’Ottocento. Grazie alle intuizioni di Nino Barbantini, direttore del Museo di Ca’ Pesaro, Venezia inaugura una stagione artistica di straordinaria rilevanza, diventando punto di riferimento e vetrina dell’innovazione a livello nazionale e internazionale”.
Nelle cinque sale dedicate alla mostra, sono esposte circa 70 opere degli artisti italiani che hanno partecipato alle edizioni della Biennale di Venezia nella prima metà del novecento. Le opere selezionate e raccolte per l’occasione rappresentano la cultura figurativa italiana, tra fine ottocento e gli anni ’60 del novecento. L’allestimento, diviso in sale tematiche, consente di percorrere e conoscere gli sviluppi, le evoluzioni e le differenze dei linguaggi dell’arte di grandi artisti italiani che hanno esposto alla Biennale di Venezia tra il 1900 e il 1960.
L’esposizione è divisa in tre sezioni tematiche. Nella prima dal titolo: “Emblemi dal Nuovo Vedutismo” (Venezia e la scuola di Burano 1900-1920), i primi venti anni del 900 sono caratterizzati da come la rappresentazione del paesaggio veneziano viene rinnovata dopo Canaletto.
La seconda sezione è dedicata a: “Le Biennali dagli anni venti agli anni Quaranta - La grande svolta”. Gli artisti in questo periodo rompono con la tradizione ed iniziano ad esplorare nuove forme di espressione. Le grandi avanguardie internazionali favoriscono e influenzano il confronto e il rinnovo; i movimenti rivoluzionari contribuiscono a trasformare radicalmente l’arte moderna.

Nella terza sezione: “All’insegna delle Avanguardie, 1940-1950”, si possono osservare come le prime sperimentazioni e i tentativi di rinnovamento dell’arte diventino veri e propri movimenti con manifesti teorico-programmatici e con un leader. Gli artisti che vanno in avanscoperta sono come dei militari coraggiosi. Affrontano con una forte volontà la completa rottura con le tradizioni artistiche del passato e la carica innovativa che spinge lo spirito di ricerca e sperimentazione, è orientata alla modernità.
Tutti i dipinti esposti provengono da collezioni private e tutti gli artisti sono di grande fama come: Guglielmo, Emma e Beppe Ciardi, Alessandro Milesi, Pietro Fragiacomo, Ettore Tito, Luigi Nono, Mario Sironi, Zoran Music, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Afro, Emilio Vedova e molti altri ancora.
Palazzo Vescovile di Portogruaro (VE)
Via del Seminario, 19
Fino al 12 aprile 2026
Info e prenotazioni: info@palazzovescovile.it
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