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Il caso
07 Marzo 2026 - 10:06
Sembrava quasi un’auto civetta delle forze dell’ordine. Sirena bitonale, lampeggiante blu e l’assetto pronto a partire. In realtà era il mezzo usato da una banda di ladri appena uscita da un colpo in una villetta. Tre uomini, tra i 23 e i 47 anni, sono stati arrestati dai carabinieri dopo un controllo degenerato in un tentativo di fuga. È successo nel pomeriggio di giovedì 5 marzo a La Cassa, a meno di mezz’ora da Torino. I militari della stazione di Pianezza stavano effettuando un normale servizio di controllo tra via Avigliana e via Don Carlo Terando quando la loro attenzione è stata attirata da un uomo che camminava a passo svelto sul marciapiede. Indossava mascherina e guanti e, alla vista della pattuglia, si è precipitato verso una utilitaria parcheggiata con le quattro frecce accese, come se fosse pronta a partire. Quando i carabinieri si sono avvicinati per un controllo, il conducente dell’auto ha tentato di sottrarsi alla verifica speronando la gazzella e cercando la fuga. Il tentativo è durato poco: grazie all’arrivo di altre pattuglie in supporto, i militari sono riusciti a bloccare il veicolo e a fermare i tre occupanti, tutti già noti alle forze dell’ordine per precedenti. La successiva perquisizione ha chiarito subito il quadro. L’auto era stata attrezzata per imitare un mezzo delle forze dell’ordine: all’interno i carabinieri hanno trovato un sistema capace di riprodurre la sirena bitonale e un lampeggiante blu nascosto su un’aletta parasole. Nel bagagliaio, invece, c’era tutto il necessario per mettere a segno furti: ricetrasmittenti, targhe contraffatte, smerigliatrici, un palanchino artigianale in ferro, cesoie e tronchesi. Ma a far scattare il sospetto di un colpo appena compiuto sono stati alcuni oggetti trovati nell’auto: una chitarra acustica nella custodia, un sacchetto con oltre 700 euro in monete, monili in oro e una borsetta da donna. Le verifiche immediate hanno portato i carabinieri a risalire a un furto avvenuto poco prima in una villetta nel vicino comune di Val della Torre. Il proprietario dell’abitazione, avvisato dai militari, ha sporto denuncia e riconosciuto la refurtiva come propria. Per i tre uomini sono così scattate le manette in flagranza di reato con l’accusa di furto in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale. Sono stati inoltre denunciati per danneggiamento aggravato, falsità materiale commessa da privato, possesso di segni distintivi contraffatti e possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli. Dopo l’arresto sono stati trasferiti nel carcere torinese Lorusso e Cutugno, dove restano a disposizione della Procura di Torino che coordina le indagini.
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