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21 Aprile 2026 - 18:33
La «caccia al piccione» nelle strade periferiche tra Borgaro e Caselle potrebbe terminare con una denuncia. Le associazioni Oipa, Ali Urbane e Carrots Power - ma potrebbero aumentare nel corso dei prossimi giorni - vogliono presentare un esposto alle Procure di Ivrea e Torino per l’uccisione di una ventina di piccioni e il ferimento, in maniera grave, di altrettanti esemplari nella giornata di lunedì 20 aprile.
L’intervento delle associazioni animaliste è scattato dopo una serie di segnalazioni da parte di residenti, spaventati dai ripetuti spari di quello che sembrava essere un vero e proprio fucile. A esplodere i colpi, si è poi scoperto, era un uomo che ha spiegato di essere in possesso delle necessarie autorizzazioni. «Una circostanza che dovrà naturalmente essere verificata dalle autorità competenti», rimarca Laura Lacerenza, presidente di Ali Urbane.
Anche se sono in corso le verifiche del caso, dovrebbe trattarsi di un cacciatore autorizzato da Città Metropolitana e da Coldiretti nell’ambito di un piano di abbattimento mirato a contenere il numero di esemplari nelle zone limitrofe a campi agricoli.
I ventun piccioni ancora vivi ma in condizioni critiche sono stati recuperati e affidati alle cure di tre diversi ambulatori veterinari: tutti i costi delle cure veterinarie saranno sostenuti da Ali Urbane, che ha già avviato una raccolta fondi per far fronte all’emergenza.
Secondo una testimonianza raccolta sul posto, numerosi animali sarebbero stati rimossi e messi in sacchi neri, senza alcuna certezza che fossero già morti al momento della raccolta. «Al di là dell’accertamento delle responsabilità, resta la gravità di una scena che ha profondamente colpito volontari e cittadini. Anche nei casi in cui siano previsti interventi di contenimento faunistico, è essenziale che ogni attività si svolga nel pieno rispetto delle norme, delle autorizzazioni eventualmente necessarie, della sicurezza pubblica e della tutela del benessere animale. Per questo motivo, le associazioni stanno raccogliendo elementi e si stanno coordinando per presentare un esposto, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto, sull’eventuale esistenza di autorizzazioni, sulle modalità operative adottate e sulle responsabilità per le sofferenze patite dagli animali», conclude Lacerenza.
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