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Un piede nell'Eden di Ghirri, ecco perché è da non perdere

Una visita che vale davvero la pena per una mostra fotografica preziosa

Un piede nell'Eden di Ghirri, ecco perché è da non perdere

Andar per mostre e musei è sempre un’esperienza speciale, un’occasione per alimentare il nostro patrimonio di conoscenze e cultura. Andare a Reggio Emilia e visitare la mostra di Luigi Ghirri è ancor di più. È un esercizio di “educazione al bello”, è uno stimolo alla curiosità per gli elementi naturali, è un impulso a guardare con più attenzione i luoghi che ci circondano.

La mostra allestita nel Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, parte già con un titolo che conquista: Un piede nell’Eden”. È il titolo di una bellissima poesia distopica del 1959, di Edwin Muir, poeta e scrittore scozzese che ci accompagna nel percorso espositivo, coinvolgendoci in una fitta trama tessuta tra cultura, storia e natura. L’allestimento sobrio e raffinato ci conduce in un giardino ideale, dove i temi dell’ambiente e del paesaggio, vengono declinati nella fotografia, nel disegno e nella grafica. Sono collegati all’esposizione, fino al prossimo febbraio, un ciclo di incontri, eventi e attività collaterali molto interessanti, tutti sui temi trattati dalla mostra.

L’esposizione si sviluppa in tre sezioni. La prima è dedicata alle opere del grande fotografo italiano. Le 59 fotografie selezionate sono state scattate tra il 1984 e il 1988 in parchi e giardini, quei luoghi dove il “Ghirri paesaggista” afferra nelle sue immagini, gli elementi dell’arte dei giardini e dell’architettura del paesaggio. L’estetica fotografica di Ghirri, il suo stile, minimale ed essenziale, ci porta a riflettere sui suoi paesaggi sospesi, intimi, apparentemente esigui ma tuttavia ricchi di richiami concettuali. Alcune fotografie provengono da una serie precedente, Colazione sull’erba (1972-1974). La raccolta è una ricerca sul rapporto tra la natura e i paesaggi urbani delle prime periferie. Natura e artificio, connessi e distanti. Ghirri coglie in una serie di immagini singolari, le più comuni e ordinarie scene della realtà urbana e sociale, il quotidiano messo a confronto con gli elementi naturali.

La seconda sezione: “Giardini in Europa” è una magnifica raccolta di 81 immagini di tredici artisti internazionali: Andrea Abati, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramonte, Joan Fontcuberta, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Francesco Radino, Olivier Richon, George Tatge, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Verena Von Gagern e Cuchi White, che si sviluppa in una selezione di fotografie, esposte già in una mostra collettiva realizzata nel 1988, che trasmette un forte messaggio visivo, pieno di stimoli e curiosità per i giardini domestici e storici, in Italia e all’estero, luoghi di sintesi tra spazio e tempo, per i quali si sottolinea il rispetto dei luoghi e l’importanza degli stessi nella vita urbana.

Il dialogo con la natura prosegue nella terza parte della mostra dove i protagonisti sono gli alberi. La forma degli alberi è il soggetto dei disegni del volume: “L’Architettura degli Alberi” di Cesare Leonardi e Franca Stagi, pubblicato nel 1982. Uno straordinario “manuale del paesaggista”, fondamentale riferimento grafico-scientifico per la progettazione del verde: tutt’altro che un coffe table book. È un titolo presente in ogni bibliografia sul tema del verde che si rispetti. La particolarità della pubblicazione sta nell’incredibile studio fatto sugli alberi e sulle loro caratteristiche. Sono stati analizzate oltre 212 essenze arboree, disegnate in scala, con il fogliame o senza, con tabelle di variazione cromatica foliare, con diagrammi delle proiezioni delle ombre delle chiome durante le ore del giorno e nelle fasi stagionali, con affascinanti e minuziosi disegni di foglie, fiori e frutti, esposti in questa sezione della mostra.

Un consiglio utile per completare la vostra esperienza nel Palazzo dei Musei. Andando o tornando dalla visita alla mostra di Ghirri, indugiate nelle affascinanti sale delle collezioni esposte, colme di incantevoli vetrine con raccolte di ogni dove del mondo animale e vegetale; giraffe dal collo slanciato, belve feroci immortalate in un’ultima perpetua posa plastica, vi lasceranno un ricordo ricco di suggestioni e incanto.

Un piede nell’Eden

Luigi Ghirri e altri sguardi                                                                                                                                     

Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, fino al 25 febbraio 2024

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