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Tradizioni
07 Gennaio 2026 - 15:00
Per molti, l’Epifania segna la fine delle festività natalizie: il 6 gennaio si smonta l’albero, si raccolgono lucine e decorazioni e ci si prepara a riporre la magia del Natale fino all’anno successivo. La scelta non è casuale: la Befana ricorda la visita dei Re Magi al piccolo Gesù, simbolo della conclusione del periodo liturgico natalizio.
Ma pochi sanno che esiste un’altra tradizione che permette di prolungare le celebrazioni fino a quasi un mese dopo l’Epifania. Si tratta della Candelora, ricorrenza religiosa che cade il 2 febbraio, quarant’anni dopo la nascita di Gesù, giorno in cui la Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria. Durante questa celebrazione, le candele vengono benedette come simbolo di luce e purificazione e, secondo la tradizione, si può smontare l’albero di Natale solo in questo momento.
Il motivo per cui la Candelora segna la fine delle festività natalizie è legato al calendario liturgico: la Presentazione di Gesù al Tempio rappresenta la conclusione della sua infanzia e, simbolicamente, il termine del periodo festivo. Smontare l’albero il 2 febbraio significa anche salutare l’inverno e prepararsi al ritorno della luce, rinnovando la casa dopo settimane di celebrazioni.
Oggi, però, questa pratica è diventata rara: per praticità, la maggior parte delle famiglie smonta l’albero già nei primi giorni di gennaio, così da iniziare il nuovo anno in ordine. Nonostante ciò, conoscere la Candelora e la sua storia offre uno spunto curioso per chi desidera prolungare la magia del Natale e mantenere un legame con antiche tradizioni religiose e popolari.
In sintesi: se siete tra coloro che non vogliono dire addio alle lucine e alle palline troppo presto, la Candelora è la scusa perfetta per godervi ancora qualche settimana di atmosfera natalizia.
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