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Il fatto

Sposi, ma solo per l’AI: matrimonio annullato perché le promesse erano scritte da ChatGPT

Nei Paesi Bassi una coppia scopre, mesi dopo le nozze, che l’unione non è valida: il testo della cerimonia, troppo informale e generato dall’intelligenza artificiale, non rispettava i requisiti di legge

Sposi, ma solo per l’AI: matrimonio annullato perché le promesse erano scritte da ChatGPT

A Zwolle, nei Paesi Bassi, una storia d’amore si è trasformata in un inatteso caso legale, con l’intelligenza artificiale tra i protagonisti. Una coppia di neo-sposi ha, infatti, scoperto, diversi mesi dopo le nozze, che il loro matrimonio civile non era mai stato valido dal punto di vista giuridico. Il motivo? Le promesse scambiate durante la cerimonia erano state generate da ChatGPT e non rispettavano i requisiti previsti dalla legge olandese.

La vicenda risale al 19 aprile 2025, quando i due innamorati avevano scelto una celebrazione volutamente informale, affidandone la conduzione a un amico. Per rendere il momento più personale e meno legato alle formule tradizionali, l’officiante aveva utilizzato un testo scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, privilegiando toni emotivi e descrizioni affettuose della coppia. Nel discorso si parlava di un legame “un po’ folle”, fatto di complicità, ironia e sostegno reciproco anche nei momenti difficili.

Al momento cruciale, entrambi avevano risposto senza esitazioni “sì” alla domanda se intendessero sposarsi. Tuttavia, proprio quell’impostazione informale aveva fatto saltare un passaggio fondamentale. Il codice civile olandese richiede che gli sposi dichiarino esplicitamente, davanti al funzionario e ai testimoni, di accettarsi come marito e moglie e di assumersi tutti gli obblighi legali connessi al matrimonio. Elementi che nel testo generato dal chatbot non comparivano affatto.

La questione è arrivata davanti al tribunale di Zwolle, che nella sentenza del 5 gennaio ha stabilito che le promesse pronunciate non contenevano il riconoscimento formale dei doveri matrimoniali. Di conseguenza, l’unione non poteva essere considerata valida. I coniugi avevano chiesto che, nonostante l’errore, la data della cerimonia fosse comunque riconosciuta, sottolineando la sincerità della loro intenzione e il valore simbolico di quel giorno. Ma il giudice ha chiarito di non poter prescindere dalle prescrizioni di legge: l’atto era stato registrato in modo errato e il matrimonio è stato quindi cancellato dall’anagrafe.

Ora alla coppia non resta che organizzare una nuova cerimonia, questa volta assicurandosi che ogni formula richiesta sia correttamente pronunciata. La data non sarà più quella sognata, ma l’esperienza lascia una lezione chiara: anche quando si tratta di strumenti avanzati come l’intelligenza artificiale, un controllo umano resta indispensabile. Che si tratti di una semplice email o delle promesse per il giorno più importante della vita, il rigore non può essere delegato a un algoritmo.

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