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L'evento

Dopo il successo del suo esordio Jonathan Anderson torna in scena a Parigi: oggi la sfilata di Dior Homme

Dior Homme come prova generale per l'alta moda, tra archivi rivisitati e un approccio più casual

Dopo il successo del suo esordio Jonathan Anderson torna in scena a Parigi: oggi la sfilata di Dior Homme

museo Rodin

Dopo l'acclamato debutto dello scorso giugno, i riflettori della moda internazionale tornano a puntare su Jonathan Anderson. Oggi, mercoledì 21 gennaio, nella prestigiosa cornice di Parigi, lo stilista presenterà la sua nuova collezione Dior Homme: un passaggio cruciale non solo per dare solidità alla rinnovata identità della griffe, ma anche come prova generale in vista del suo imminente ingresso nel mondo dell'alta moda.

La sfilata si terrà nel pomeriggio del secondo giorno della Paris Fashion Week maschile, alle 14:45, tra i sentieri del giardino del museo Rodin. L'evento è già considerato uno dei momenti più significativi dell'intera stagione. Alice Feillard, direttrice acquisti uomo delle Galeries Lafayette, conferma all'AFP che "c'è una forte attesa e una pressione notevole". Anderson, fedele al suo stile comunicativo ricercato, ha stuzzicato la curiosità degli addetti ai lavori già con l'invito: dopo i piatti decorati con uova e noci delle precedenti occasioni, questa volta ha optato per un elegante collo di seta dandy, un richiamo d'altri tempi.

A 41 anni, il couturier nordirlandese affronta la sfida di guidare una maison fondata nel 1946. Per la sua collezione d'esordio, Anderson ha saputo scavare negli archivi storici, reinterpretando elementi iconici come l'abito Delft — trasformato in ampi shorts cargo — o la celebre giacca Bar, mantenendone la struttura sciancrata e i fianchi arrotondati. La sua filosofia è chiara: "Bisogna decifrare e riprogrammare Dior", ha dichiarato, convinto che la casa di moda sia un organismo capace di rinascere costantemente dalle proprie radici. Quella prima sfilata, che vantava un parterre di star del calibro di Rihanna, Daniel Craig, Sabrina Carpenter e Robert Pattinson, si chiuse tra gli applausi e il plauso della critica per il perfetto equilibrio tra eredità e avanguardia.

Oggi l'obiettivo è "consolidare". Dopo il decennio dominato dal tailoring impeccabile di Kim Jones, Anderson ha impresso una svolta netta. Secondo Franck Nauerz (Le Bon Marché e La Samaritaine), lo stilista propone un approccio meno formale, caratterizzato da abbinamenti più creativi e casual.

Considerato un vero fuoriclasse, Anderson ha già dimostrato il suo valore rilanciando Loewe (altro marchio del gruppo LVMH), distinguendosi per tagli magistrali e un uso sapiente di materiali nobili come pelle e metallo. La sua influenza va oltre le passerelle: ha vestito icone come Beyoncé e ha firmato i costumi per i film di Luca Guadagnino, Challengers e Queer.

La vera prova del fuoco, però, arriverà il 26 gennaio, quando presenterà la sua prima collezione di Alta Moda. Nominato a giugno scorso per supervisionare anche le linee femminili al posto di Maria Grazia Chiuri, Anderson è diventato il primo stilista dai tempi di Christian Dior a controllare l'intero universo creativo della maison (uomo, donna e couture).

Una sfida che condivide con Matthieu Blazy, nuovo direttore artistico di Chanel. Entrambi hanno già dato prova del loro talento durante gli ultimi Golden Globes: Anderson ha vestito Jessie Buckley e Rashida Jones con creazioni eteree, mentre Blazy ha firmato il tubino piumato di Selena Gomez per Chanel.

Fino al 25 gennaio, Parigi ospiterà un totale di 66 maison, divise tra 36 sfilate e 30 presentazioni del guardaroba invernale.

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