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Mario Tobino: chi è lo psichiatra e scrittore dell'Ospedale di Maggiano

Scopri dettagli sorprendenti sulla vita e l’esperienza nei manicomi che hanno ispirato la nuova fiction Rai

Mario Tobino: chi è lo psichiatra e scrittore dell'Ospedale di Maggiano

Mario Tobino è scomparso l’11 dicembre 1991 ad Agrigento, il giorno dopo aver ritirato il Premio Pirandello. È sepolto nel Cimitero della Misericordia di Viareggio. La sua carriera letteraria ha ricevuto i principali premi italiani: Premio Strega, Premio Campiello, Premio Viareggio e Premio Elba.

I libri e il contributo alla psichiatria

Tobino ha unito la professione di psichiatra con la passione per la letteratura. La sua esperienza nei manicomi ha ispirato opere come:

  • “Le libere donne di Magliano”, dalla quale la Rai ha tratto la serie con Lino Guanciale.

  • “Per le antiche scale” (Premio Campiello, 1972), ambientato in un manicomio toscano.

  • “Gli ultimi giorni di Magliano” (1982), “La ladra” (1984), “Tre amici” (1988), “Il manicomio di Pechino” (1990).

  • Esperienze di guerra raccontate in “Il deserto della Libia” (1952), fonte per i film “Scemo di guerra” e “Le rose del deserto”.

Tobino ha sempre mostrato una sensibilità particolare verso i pazienti psichiatrici, definendoli “creature” con cui instaurava un rapporto di amicizia e comprensione.

L’esperienza a Maggiano

La vita professionale di Tobino è stata profondamente segnata dall’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Lucca, a Maggiano, dove ha lavorato per oltre 40 anni. Qui ha potuto coniugare la passione letteraria con la pratica medica, affermando:

“Avevo una passione letteraria e il manicomio di Maggiano mi ha permesso di essere libero, la mia penna è sempre stata pura.”

L’ospedale, fondato nel Settecento, è stato il più antico manicomio italiano fino alla Legge 180 del 1978, detta Legge Basaglia, che segnò la fine dei manicomi. Tobino contestò la legge, ritenendo che i malati di mente fossero lasciati soli. Nonostante la chiusura del manicomio nel 1999, gli fu consentito di continuare a usare le sue stanze personali fino al 1980.

Vita privata e formazione

Nato a Viareggio il 16 gennaio 1910, Tobino trascorse l’adolescenza nella farmacia del padre, luogo che definì come la sua prima scuola di servizio e esperienza.

  • Nel 1931 si iscrisse alla Facoltà di Medicina di Pisa, alternando studi e scrittura di racconti e poesie.

  • Proseguì gli studi a Bologna e nel 1939 iniziò il servizio presso l’Ospedale Psichiatrico di Ancona.

  • Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1940 e il 1941, seguì le truppe in Africa, esperienza poi narrata nel libro “Il deserto della Libia”.

  • Nel 1942 incontrò Paola Olivetti, che sarà la compagna di tutta la vita.

Carriera e sensibilità

Tobino si distingueva per una naturale empatia verso i pazienti:

“Ho sempre avuto una predisposizione ai moti degli altri, al moto dei pensieri, a partecipare e immedesimarmi.”

La sua lunga permanenza nei manicomi gli ha permesso di osservare e raccontare le vite dei malati mentali con profondità e autenticità.

La serie Rai e l’omaggio televisivo

La vita di Tobino è stata celebrata nella serie “Le libere donne”, prodotta dalla Rai, diretta da Michele Soavi, con tre puntate interpretate da:

  • Lino Guanciale

  • Grace Kicaj

  • Gaia Messerklinger

  • Fabrizio Biggio

Mario Tobino resta una figura centrale nella psichiatria italiana e nella letteratura del Novecento, unendo cura e scrittura con profonda umanità. La sua eredità si riflette nei libri, nella memoria dei pazienti e nell’adattamento televisivo che continua a far conoscere la sua storia a nuove generazioni.

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