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La politica
28 Aprile 2026 - 22:12
«Era dagli anni '90 che non si faceva nottata», commenta così Silvio Viale, leader dei Radicali, la seduta fiume del Consiglio comunale di lunedì notte, dove il rendiconto del 2025 dell'Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile (I.t.e.r.) - ostaggio di ben altre richieste - è stato approvato solo alle prime luci dell’alba, dopo oltre 14 ore di discussione.
I lavori, iniziati nel pomeriggio, si sono trascinati fino alle 5.20 tra centinaia di emendamenti e interventi, in un clima segnato dall'ostruzionismo del centrodestra. «Possiamo andare avanti anche tutta la notte, entrando nel merito degli emendamenti presentati», era stata la “sfida” della capogruppo di Forza Italia Federica Scanderech. Detto fatto.
Pizza e sacco a pelo Una lunga maratona con tanti momenti surreali, come la “staffetta” per la cena, pizza e birra con delivery direttamente a Palazzo civico. «Zero minuti di pausa. Abbiamo fatto i turni», spiega fiero il vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, all’indomani della “notte da leoni”. Alla base dello scontro non tanto il merito del bilancio, quanto il nodo politico legato alle modifiche del Regolamento del Consiglio e lo “scarso coinvolgimento da parte del sindaco e della giunta del Consiglio comunale”, rivendica il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Ferrante De Benedictis. Una sorta di “prova di forza” nei fatti. «Il centrodestra oggi ha dimostrato non solo compattezza ma grande determinazione, che unita ad una sorprendente capacità di dibattere ha tenuto per ore sotto scacco una maggioranza abituata (male) a far passare tutto con troppa semplicità», afferma trionfante il consigliere della Lega Giuseppe Catizone.
Promesse da marinaio Mozioni approvate e rimaste inascoltate, come quella che chiede di far valere il biglietto da cento minuti anche per la Metro, approvata lo scorso luglio, ma ancora inattuata. O quella per l'istituzione di passaggi pedonali rialzati davanti alle scuole Valsalice e Francese. «Questi sono danni ai torinesi», tuona Firrao che ha così deciso - d'accordo con le opposizioni del centrodestra - di presentare i circa 30 emendamenti che hanno dato il via al valzer dell'ostruzionismo. «Un passaggio politico significativo», lo considera il vicecapogruppo FI Domenico Garcea. «Di fronte a una maggioranza in difficoltà, incapace di dare risposte efficaci ai problemi di Torino - spiega - il centrodestra torinese ha ritenuto doveroso esercitare fino in fondo il suo ruolo, con serietà e determinazione». La dimostrazione, secondo il consigliere Pino Iannò, Torino Libero Pensiero, «che il controllo dell’opposizione non è un atto formale, ma uno strumento concreto di verifica sull’operato della maggioranza, utile a mettere in evidenza criticità e mancanza di una visione complessiva per la città», dice. Non senza qualche selfie a “certificare” le occhiale da Sala Rossa.
Stupore del Pd e M5S che alza i tacchi Ma se l’opposizione «gongola» per il risultato portato a casa, dagli assonnati banchi della maggioranza arriva il più completo stupore. «Le loro proposte? Gli avevo già dato un “ok in linea di massima” lo scorso lunedì», chiarisce il capogruppo della squadra Lo Russo Claudio Cerrato.
Nel mezzo, la posizione distinta del Movimento 5 Stelle: presenti in Aula per discutere il rendiconto, ma senza aderire alla strategia ostruzionistica. Una scelta motivata dalla volontà di non trasformare il dibattito sui conti della città in uno scontro politico sul regolamento. «Per noi sarebbe tutto da cambiare», spiega secco il capogruppo Andrea Russi. A partire dalla modifica applicata nel 2022 che aumenta gli emolumenti a favore dei consiglieri comunali (ovvero il cosiddetto "sistema gettoni").
E il rendiconto? Il bilancio, approvato non prima delle 5.30 del mattino, evidenzia una riduzione del debito complessivo e alcuni segnali di riequilibrio dei conti. In particolare, il calo del debito nel 2025, sarebbe di 135 milioni, con un debito pro-capite ridotto a 3.024 euro. Non che a qualcuno interessasse davvero.
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