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24 Marzo 2026 - 15:35
Un annuncio atteso e carico di significato è stato dato nei giorni scorsi: prende ufficialmente avvio il processo di beatificazione per don Roberto Malgesini. A comunicarlo è stato il vescovo, che ha scelto di rivolgersi prima di tutto ai giovani, sottolineando il valore di questo momento come segno concreto di speranza, futuro e fede.
Secondo quanto evidenziato, l’inizio del percorso rappresenta anche un richiamo alla Provvidenza, intesa come quell’azione discreta ma costante attraverso cui Dio opera anche quando tutto sembra fermo, tessendo invece un disegno di amore più ampio e profondo.
Durante un incontro della Pastorale giovanile, il vescovo ha proposto una riflessione sulla figura del sacerdote, con cui aveva condiviso gli anni della formazione. In questo contesto si è svolta anche una veglia dedicata ai missionari martiri, accompagnata da una fiaccolata e dalla testimonianza dell’arcivescovo di Palermo, che ha ricordato il beato Pino Puglisi.
Le analogie tra le due figure sono significative: entrambe segnate da una vita spesa per gli altri e da una morte violenta, avvenuta a distanza di anni ma nello stesso giorno. Don Malgesini, infatti, fu ucciso nel 2020 mentre svolgeva il suo servizio tra i più fragili.
Le iniziative sono proseguite con momenti di condivisione concreta, come la colazione insieme ai volontari impegnati nell’assistenza ai poveri, seguita da una celebrazione eucaristica. Il filo conduttore è stato quello di due vite donate, unite da una stessa testimonianza di carità.
Il cammino verso la canonizzazione è lungo e articolato. Tutto parte dalla cosiddetta “fama di santità”, cioè il riconoscimento diffuso dell’esemplarità della vita di una persona anche dopo la morte. Questo include elementi come:
una vita esemplare
un’influenza positiva sugli altri
una forte fecondità spirituale
una morte vissuta come testimonianza di fede
Con l’avvio della fase diocesana, don Malgesini riceverà il titolo di Servo di Dio. Un postulatore, insieme a un tribunale ecclesiastico, raccoglierà documenti e testimonianze utili a ricostruire in modo dettagliato la sua vita.
Successivamente, tutto il materiale sarà esaminato dal Dicastero competente, che preparerà la cosiddetta Positio, un dossier completo sulla sua santità. Se i giudizi saranno positivi, il Papa potrà riconoscere ufficialmente l’offerta della sua vita come atto supremo di amore e sacrificio, attribuendogli il titolo di Venerabile.
Per arrivare alla beatificazione, sarà necessario il riconoscimento di un miracolo. Un secondo miracolo, invece, sarà indispensabile per la proclamazione a santo.
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