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Curiosità
31 Marzo 2026 - 23:50
Chi non è mai stato vittima di uno scherzo il 1° aprile? Il cosiddetto pesce d’aprile è una tradizione diffusa in molti Paesi e mette ogni anno alla prova la capacità di distinguere tra realtà e burla.
Le origini di questa usanza non sono del tutto certe, ma una delle ipotesi più accreditate porta alla Francia del XVI secolo. Con l’introduzione del calendario gregoriano nel 1582, il Capodanno venne spostato al 1° gennaio, ma non tutti si adattarono subito. Chi continuava a festeggiare a fine marzo e inizio aprile diventò bersaglio di scherzi, dando origine al cosiddetto “poisson d’avril”.
Un’altra teoria, più leggendaria, richiama l’antico Egitto: si racconta che Cleopatra avrebbe ingannato Marco Antonio durante una gara di pesca facendogli trovare un pesce finto. Un episodio che, reale o meno, contribuisce al fascino della tradizione.
Il pesce d’aprile è oggi celebrato in diverse parti del mondo, con varianti locali. Nel Regno Unito è noto come April Fool’s Day, con scherzi consentiti solo fino a mezzogiorno. In Francia e Italia, invece, è tipico attaccare un pesce di carta sulla schiena della vittima. In altri Paesi esistono tradizioni simili ma in date diverse, come in Spagna, dove gli scherzi si fanno il 28 dicembre.
Nel tempo, anche i media hanno contribuito a rendere celebre questa ricorrenza, con burle diventate storiche. Con l’arrivo dei social network, poi, il fenomeno si è ampliato, trasformando il primo aprile in un’occasione globale per scherzi e contenuti virali.
In un’epoca in cui le fake news sono sempre più diffuse, il confine tra scherzo e disinformazione può però diventare sottile. Per questo motivo, il pesce d’aprile resta sì un momento di leggerezza, ma anche un invito a prestare attenzione a ciò che si legge.
Una tradizione che continua a resistere nel tempo, ricordando che, almeno per un giorno, si può anche ridere e prendersi meno sul serio.
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