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31 Marzo 2026 - 21:00
Una ricerca australiana che ha analizzato oltre cento studi pubblicati negli ultimi otto anni conclude che le e-cig rappresentano probabilmente un fattore di rischio per tumori orali e polmonari.
Un team coordinato da ricercatori dell'Università del Nuovo Galles del Sud, in collaborazione con istituti oncologici e ospedali australiani, ha condotto una revisione sistematica di ricerche pubblicate tra il 2017 e il 2025. La ricerca si è concentrata sulla valutazione della correlazione tra l'utilizzo di sigarette elettroniche a base di nicotina e il potenziale cancerogeno, selezionando esclusivamente studi di elevata qualità metodologica.
L'analisi dei biomarcatori ha rivelato danni al DNA associati a sostanze cancerogene presenti negli aerosol delle e-cig, tra cui derivati della nicotina, composti organici volatili e agenti correlati agli aromi. Oltre ai danni genetici diretti, sono stati documentati stress ossidativo, modificazioni epigenetiche e processi infiammatori nei tessuti delle vie respiratorie superiori e inferiori. Questi meccanismi biologici sono correlati allo sviluppo di neoplasie delle vie aeree.
Gli esperimenti su modelli animali hanno fornito dati significativi: l'inalazione di aerosol da sigarette elettroniche ha indotto adenocarcinomi polmonari nel 22,5% dei topi esposti, rispetto al 2,5% dei soggetti del gruppo di controllo. Inoltre, sono stati documentati casi di soggetti giovani, forti utilizzatori di e-cig, affetti da tumori orali aggressivi senza altri fattori di rischio riconoscibili.
Secondo i ricercatori, questa revisione rappresenta la determinazione più definitiva della maggiore incidenza di cancro tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche rispetto ai non utilizzatori. L'accumulo di evidenze biologiche, sperimentali e cliniche supporta la conclusione che queste dispositivila causare tumori polmonari e orali.
Un aspetto critico riguarda l'impatto su soggetti mai esposti al fumo tradizionale: le sigarette elettroniche rischiano di introdurre al consumo di nicotina generazioni che altrimenti non vi sarebbero state esposte. Ricerche precedenti hanno dimostrato che i giovani utilizzatori di e-cig presentano un rischio triplo di transitare verso il fumo convenzionale.
Gli scienziati sottolineano il rischio di ripetere gli errori storici commessi con il fumo convenzionale, dove circa un secolo trascorse tra i primi segnali di allarme e il riconoscimento scientifico del legame con il cancro polmonare. Nel caso delle sigarette elettroniche, nonostante la disponibilità di soli due decenni di osservazioni, i segnali di pericolo sono sufficientemente forti da richiedere interventi preventivi immediati delle autorità sanitarie.
Nel 2023, l'Organizzazione Mondiale della Salute aveva già assunto una posizione critica, affermando che le sigarette elettroniche causano danni alla salute e che l'industria trae profitto da questa pratica. I risultati della nuova ricerca sembrano rafforzare queste valutazioni.
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