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Il caso

Rimborsi Netflix, fino a 500 euro per gli abbonati: cosa fare e a chi spettano

Dopo la sentenza sugli aumenti illegittimi, ecco come recuperare le somme pagate in più

Rimborsi Netflix, fino a 500 euro per gli abbonati: cosa fare e a chi spettano

Dopo la decisione del Tribunale di Roma sugli aumenti degli abbonamenti Netflix, dichiarati illegittimi, si apre la possibilità per molti utenti di ottenere un rimborso che può arrivare fino a circa 500 euro.

La sentenza ha stabilito che gli aumenti applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e 2024 non rispettavano le norme del Codice del consumo, in quanto introdotti senza adeguata trasparenza. Di conseguenza, la piattaforma dovrà rivedere i prezzi e restituire agli utenti le somme versate in eccesso.

Quanto si può ottenere

Secondo le stime fornite dal Movimento Consumatori, gli aumenti contestati incidono per circa 8 euro al mese sul piano Premium e 4 euro sul piano Standard.

Questo significa che chi è rimasto abbonato al piano Premium fin dal 2017 potrebbe ricevere un rimborso intorno ai 500 euro, mentre per il piano Standard la cifra si aggira sui 250 euro.

Il diritto al rimborso riguarda non solo gli attuali clienti, ma anche chi nel frattempo ha disdetto l’abbonamento: contano i periodi effettivi di utilizzo del servizio.

Come chiedere il rimborso

In base a quanto previsto, dovrebbe essere direttamente Netflix a informare gli utenti sulle modalità di rimborso. Il tribunale ha infatti imposto alla piattaforma di comunicare la decisione e fornire indicazioni chiare.

Nel frattempo, è consigliabile muoversi per tempo:

  • conservare o recuperare i dati dell’abbonamento
  • verificare le comunicazioni ricevute sugli aumenti
  • raccogliere eventuali prove dei pagamenti effettuati

È inoltre possibile aderire all’iniziativa del Movimento Consumatori, che sta valutando una class action nel caso in cui i rimborsi non vengano riconosciuti automaticamente.

I tempi e i prossimi passi

Se si procederà con un’azione collettiva, i tempi potrebbero aggirarsi intorno a un anno e mezzo, ma con procedure più snelle rispetto al passato.

La vicenda resta in evoluzione, ma una cosa è certa: per molti utenti si apre la possibilità concreta di recuperare parte delle somme pagate negli anni.

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